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162_3352
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ritratto di pittore

162_3352
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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
95,5(a) 73(la)
sec. XVII (1680 – 1690)

n. 174

Il dipinto fu per lungo tempo ritenuto l’autoritratto del pittore Nicolò Cassana (Venezia, 1639 – Londra, 1713), sulla base di un’ipotetica identificazione con il dipinto che Giuseppe Campori (1855, p. 141) diceva essergli stato donato da Giacinto Paltronieri di Mirandola. In seguito Ragghianti (1939) proponeva di vedervi piuttosto il ritratto di suo fratello Giovanni Battista (1668-1738), per qualche tempo attivo a Mirandola. Il riferimento a uno dei Cassana fu ritenuto non convincente da Carlo Volpe, che preferì presentare il dipinto alla mostra del 1980 come opera del fiorentino Anton Domenico Gabbiani (1652- 1726), argomentata in base al confronto con i numerosi esempi della sua produzione ritrattistica (EWALD, in Gli ultimi Medici … 1974, p. 246 n. 144; BELLESI, in La pittura in Italia … 1989, II, p. 749; Il Gran Principe … 2003). In realtà, se i ritratti di Gabbiani si caratterizzano per un fare sempre più smaltato e per una gamma cromatica brillante, la fattura pittorica sfatta e il colorito bruno del quadro in esame potrebbero offrirsi al confronto con l’opera di Giovanni Francesco Cassana, attivo a Mirandola per Alessandro II Pico già dal 1680 come pittore sacro e, a detta delle fonti, come ritrattista. Quest’ultimo aspetto non ci è al momento noto attraverso esemplari superstiti, così che i confronti possono essere condotti solo in base all’unico dipinto sacro che del pittore genovese si conserva tuttora, il San Girolamo in meditazione già nella Collegiata di Mirandola e ora nel Museo Civico di Carpi (GARUTI, in L’arte a Mirandola … 1994, pp. 138-139 n. 18): un confronto tutt’altro che deludente, se si nota che, al di là del diverso linguaggio impiegato, vi compare un uso della pennellata, sfaldata e morbida, di retaggio latamente genovese, che, insieme al ruolo preponderante accordato al colore bruno della preparazione e alla fattura allentata dei panneggi, consuona con quello del ritratto qui commentato. Si tenga inoltre presente che l’occorrenza riferita da Campori risulta assai plausibile in relazione a Giovanni Francesco Cassana, che fu il primo maestro del Mirandolese.

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
pp. 182-183

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