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La prestigiosa collezione tessile donata dal Conte Luigi Alberto Gandini (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La prestigiosa collezione tessile donata dal Conte Luigi Alberto Gandini (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La Gipsoteca "Giuseppe Graziosi" allestita al piano terra di Palazzo dei Musei (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La Gipsoteca "Giuseppe Graziosi" allestita al piano terra di Palazzo dei Musei (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
3Arte Sacra
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1823
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1405
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830
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544
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interno2
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Modena

Museo Civico di Modena

La prestigiosa collezione tessile donata dal Conte Luigi Alberto Gandini (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La prestigiosa collezione tessile donata dal Conte Luigi Alberto Gandini (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La Gipsoteca "Giuseppe Graziosi" allestita al piano terra di Palazzo dei Musei (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
La Gipsoteca "Giuseppe Graziosi" allestita al piano terra di Palazzo dei Musei (Archivio Museo Civico d'Arte di Modena, foto P. Terzi)
3Arte Sacra
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1823
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1405
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interno2
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interno1
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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)
Tel. 059 203 3101
Email: museocivico@comune.modena.it

Il Museo Civico di Modena, fondato nel 1871 come museo unitario, dal 1886 è ospitato al terzo piano del Palazzo dei Musei. Le raccolte comprese nel museo sono varie e di diverso genere, come raccolte d’arte e artigianato, e raccolte archeologiche ed etnologiche, che permettono una documentazione e una narrazione, uniche ed importanti, della storia della città e del territorio. L’allestimento, rinnovato negli anni Ottanta secondo criteri aggiornati, rispetta ancora, valorizzandolo, l’allestimento originario ottocentesco conservando gli arredi del XIX secolo, mantenendo così viva la testimonianza museografica del tempo, di assoluto rilievo sia nel panorama nazionale che europeo. La nascita del museo cittadino fu voluta e promossa negli anni che seguirono l’Unità d’Italia per impedire la dispersione del patrimonio archeologico, storico e artistico locale, partendo da lasciti e donazioni depositati all’interno dell’edificio. Vennero in seguito accolti anche quei reperti delle terramare dell’età del bronzo che al tempo aprivano nuovi scenari sulla preistoria e sui più antichi insediamenti umani nel territorio modenese. Accanto alle raccolte archeologiche vennero a costituirsi anche quelle etnografiche, grazie ai materiali raccolti e provenienti da viaggi. La vocazione didattica del museo si definì nel tempo grazie ai repertori di tecniche, forme e modelli delle più svariate e diverse tipologie di materiali che riuscì a raccogliere, misurandosi anche con il mondo delle grandi esposizioni internazionali e la nascita dei musei europei di arti decorative. Nel corso del tempo il patrimonio museale ha continuato ad arricchirsi di reperti archeologici, di raccolte etnografiche e di opere d’arte e d’artigianato grazie a donazioni, depositi, acquisizioni e acquisti. 

Le raccolte archeologiche contano più di seimila reperti esposti, e raccontano le vicende archeologiche e storiche della città e del territorio, dal Paleolitico fino al Medioevo. I reperti sono conservati nelle vetrine ottocentesche del primo allestimento, ora scientificamente aggiornato e rispettoso di criteri cronologici e topografici. Dal primo nucleo di raccolte delle terramare si sono aggiunte nel tempo raccolte di età pre-protostorica e storica, grazie alla ricerche a agli scavi archeologici eseguiti in città e nel territorio circostante.
Le raccolte di arte e artigianato sono distribuite in varie sale del museo, costituendone una parte considerevole. Gli arredi e i materiali esposti come dipinti, sculture, strumenti musicali e scientifici, armi, tessuti, terracotte, cuoi, carte decorate, ceramiche, oreficerie e vetri provengono in gran parte dal territorio e dal collezionismo aristocratico. La ricchezza di queste raccolte non si limita alle sole sale espositive ma prosegue anche nei depositi del museo, in cui vi è un dialogo costante tra gli spazi espositivi e quelli dedicati alla conservazione e alla ricerca.
Le raccolte etnologiche iniziarono a formarsi tra il 1875 e i primi decenni del Novecento, con l’intento di mostrare il nesso tra preistoria ed etnografia, che in quegli anni, quelli dell’Evoluzionismo, era al centro dello studio delle società umane. Successivamente la raccolta iniziale venne arricchita con scambi, acquisti e doni di esploratori modenesi al ritorno dai loro viaggi in terre lontane e poco note. L’attuale sistemazione delle raccolte rispetta ancora l’originaria suddivisione ottocentesca, che prevedeva un ordinamento secondo aree geografiche.
Le raccolte del Museo del Risorgimento sono confluite in quelle del Museo Civico nel 1990, e sono ora ammirabili nelle sue sale. Gli oltre due mila cimeli e opere d’arte raccontano i momenti più importanti e le principali figure modenesi legate alle vicende del Risorgimento italiano. I nuclei maggiori riguardano gli anni del ducato Austro Estense di Francesco IV e V, i moti del 1821, del 1831 con Ciro Menotti e del 1848, le vicende legate a papa Pio IX, a Giuseppe Garibaldi, a Nicola Fabrizi e a Enrico Cialdini. Si aggiungono a questi altre raccolte, come il fondo fotografico che documenta figure, luoghi e momenti significati del processo risorgimentale con oltre 2400 unità.  

Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico d'Arte, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-2012, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 61.

Pubblicazioni e cataloghi Piccinini F., Un dono prezioso e inaspettato: il lascito Carlo Sernicoli al museo civico d’arte di Modena, “Taccuini d’arte”, 3.2008 (2009), pp. 153-156.

Pubblicazioni e cataloghi Canova M., Piccinini F. ( a cura di), Museo Civico d’Arte: il fondo Giuseppe Graziosi, Modena, Panini, 2007.

Pubblicazioni e cataloghi Palazzo dei Musei, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, pp. 11.

Pubblicazioni e cataloghi Piccinini F., Ponzoni L. (a cura di), Guida al Museo Civico d'Arte, Modena, Comune di Modena, Museo Civico d'Arte, 2008

Pubblicazioni e cataloghi Modena, Museo Civico d'Arte, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia di Modena, 2005, p. 12.

Pubblicazioni e cataloghi Benati D., Peruzzi L. (a cura di), Musei Civici di Modena: i dipinti antichi, Modena, Panini, 2005.

Pubblicazioni e cataloghi Benati D., Peruzzi L. (a cura di), L'amorevole maniera. Ludovico Lana e la pittura emiliana del primo Seicento, catalogo della mostra, Modena 2003.

Pubblicazioni e cataloghi Schoenholzer Nichols T., Silvestri I. (a cura di), La Collezione Gandini. Merletti, ricami e galloni dal XVI al XIX secolo, Modena 2002.

Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Museo Civico d’Arte, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 68, n. 20.

Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Gipsoteca Graziosi, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 68, n. 21.

Pubblicazioni e cataloghi Collezionisti si nasce. La Galleria di Matteo Campori a Modena, Modena 1996.

Pubblicazioni e cataloghi Pagella E., Le raccolte d'arte del Museo Civico di Modena, Modena 1992.

Pubblicazioni e cataloghi Canova M., Pagella E. (a cura di), Guida al Museo d'Arte Medievale e Moderna di Modena, Modena 1990.

Pubblicazioni e cataloghi Guendalini G., Martinelli Braglia G., La Gipsoteca Graziosi, Modena 1984.

Storia dell’edificio Il Palazzo dei Musei, progettato ed innalzato fra il 1764 e il 1771 dall'architetto Pietro Termanini su incarico del duca Francesco III d'Este, forniva originariamente allocazione all'Arsenale ducale e fu in seguito trasformato in Albergo dei Poveri. L'istituzione, carica di oneri improduttivi e di problemi gestionali, venne fatta evacuare nel 1778 da Ercole II e destinata a diventare sede delle Arti, con lo scopo di fabbricare veli, lustrini, panni.Nel 1881 la Commissione accademica di Belle Arti approvò con favore l'acquisizione dell'immobile da parte del Comune, che ne adibì l'ala frontale a sede museale multipla. Il progetto definitivo trovò conclusione solo quando il Palazzo dei Musei, dopo una profonda ristrutturazione, cominciò ad ospitare il Museo Lapidario, il Medagliere, la Biblioteca e la Galleria Estense.

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Dove si trova

Largo Porta S.Agostino, 337
Modena (MO)
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