
produzione italiana
ottone/ lavorazione a mano, ferro/ lavorazione a mano, vetro/ soffiato
n. 829
Asta piatta in ottone tarata da 0 a 5 kg con divisione di 20 g. Il braccio minore termina con un doppio medaglione in ottone ed ha i coltelli riportati in acciaio. Il braccio maggiore, leggermente rastremato verso l'estremità, termina con una testa di forma rettangolare su cui è fusa una massa in piombo con tracce di limatura. Il romano in ottone di forma sferica ha un anello in ferro, il corrente piatto estraibile in ferro e la cavità per la massa di correzione della tara chiusa da una vite in ottone moderna. La stadera è sospesa mediante staffa, gancio ad occhiello e gancio piatto ad uncino arrotondato, tutti realizzati in ottone. La merce è contenuta in un piatto in vetro soffiato a bocca di lupo sospeso da tre catene alla catalana ad anelli allungati in ottone riunite in una crociera di ottone a tre braccia con gancio ad occhiello in ottone per la sospensione della stadera. La crociera è sospesa mediante gancio ad uncino arrotondato in ottone, mancante della punta, e staffa in ottone.
La stadera è sospesa ad un supporto in ferro verniciato con porporina color bronzo, costruito nel 2005 dall'ex bilanciaio Ivo Borghi, formato da una colonna modanata a sezione quadrata recante intagli a forma di foglia alle estremità e al centro. La colonna, fissata in basso ad una base rettangolare, sorregge un braccio orizzontale decorato nella parte superiore da due riccioli di piattina di ferro con una pigna centrale ed alle estremità da due conchiglie. Ad un'estremità del braccio è avvitato un lungo gancio ad occhiello per la sospensione della stadera, all'altra estremità una staffa di forma rettangolare con angoli smussati con una grossa vite di appoggio per l'asta in modo da limitarne le oscillazioni.
L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
Sul presente esemplare la punzonatura più antica è posta sul corrente del romano mentre la serie di punzonature periodiche compare sul braccio minore solo dal biennio successivo.
Bibliografia
Carossio G.
La stadera: studio teorico pratico
Torino
UTET
1897
pp. 4-51
Bibliografia
Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 274-283
Bibliografia
Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 49-52
Bibliografia
Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 19-21
Bibliografia
Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 8-13
Bibliografia
Apparuti L./ Luppi G.
Stadere. Steelyards
Campogalliano
Libra 93
2008
pp. 147-148
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone del regno d'Italia dal 1891 al 1947
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: stemma reale con numero 70 (Modena)
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: numero 198 sormontato dalla corona reale
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: dal 11 al 44
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sul corrente del romano
Descrizione: dal 09 al 14; 17-18 e due illeggibili
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sotto al romano
Descrizione: testa d'aquila e corona
Tipologia: marchio punzonato
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: lettere VE entro cartiglio romboidale