
ambito riminese
capitello figurato
n. 97 PS
Sugli spigoli dell'echino si dispongono in maniera speculare le figure antropomorfe di un re, sulla sinistra, e di una sirena, dall'altro lato. Al centro del capitello si staglia la coda della sirena, trattenuta saldamente dalla mano della stessa. La figura, a torso nudo, è caratterizzata dalla presenza di un copricapo squadrato, che scende con un lungo elemento liscio fino alla vita. Del volto si individua con precisione soltanto l'orecchio, poichè il resto è stato fortemente abraso. Quasi integro è invece il volto del sovrano, i cui caratteri somatici sono scolpiti con cura. Sono ben evidenti i lunghi baffi, la barba, la fronte alta e le grandi orecchie, simili a quelle della sirena. Il capo è cinto da una bella corona. Le spalle sono coperte da un mantello, al di sotto del quale tiene le braccia incrociate sul petto. Sul retro dell'ogetto compare uno stemma araldico, dalla forma a scudo e dal profilo sinuoso, caratterizzato all'interno da un motivo a fasce ondulate.
Non è noto il modo di acquisizione al museo, ma possiamo ipotizzare la scoperta dell'oggetto nel corso di scavi cittadini, e la successiva consegna ai Musei Comunali.
Per quanto riguarda il motivo iconografico della sirena esso è largamente diffuso nella scultura medioevale, a partire dal periodo romanico. Indubbiamente quelle più note sono quelle del Duomo di Modena; il rilievo riminese si distingue da queste ultime per l'aggetto più contenuto, la presenza del copricapo e per la mancanza dei lunghi capelli, divisi in ciocche da incisioni (d'altro canto però i due elementi lisci che si dipartono dall'alto e scendono fino alla vita potrebbero essere interpretati come capigliatura). Un altro elemento di distinzione iconografica è dato dal fatto che nei rilievi modenesi le sirene compaio da sole o in coppia (gli acrobati), mai con un sovrano accanto. L'artista artefice del capitello riminese ha disposto in maniera armoniosa le due figure sul capitello; il motivo della coda della sirena le separa in maniera arminiosa, conferendo inolte alla rappresentazione una certa simmetria.
In occasione dell'esposizione, nel 1998, l'opera è stata pulita.
Bibliografia
Pasini P.G. (a cura di)
Medioevo fantastico e cortese arte a Rimini fra Comune e Signoria
Rimini
Musei Comunali
1998
pp. 45, 89-91
Bibliografia
Pasini P.G.
Guida del Museo della Città
2013