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Mosaico con ingresso delle barche nel porto, dalla domus di Palazzo Diotallevi
Mosaico con ingresso delle barche nel porto, dalla domus di Palazzo Diotallevi
Giovanni Bellini, Pietà, 1460 ca.
Giovanni Bellini, Pietà, 1460 ca.
Erma di Dioniso
Erma di Dioniso
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Giovanni da Rimini, Il Giudizio Universale, 1310 ca.
Giovanni da Rimini, Il Giudizio Universale, 1310 ca.
La Domus del chirurgo (II-III sec. d.C.)
La Domus del chirurgo (II-III sec. d.C.)
Guido Cagnacci, Vocazione di S. Matteo
Guido Cagnacci, Vocazione di S. Matteo
Monumenti di età repubblicana nel Lapidario romano
Monumenti di età repubblicana nel Lapidario romano

Rimini

Museo della Città

Mosaico con ingresso delle barche nel porto, dalla domus di Palazzo Diotallevi
Mosaico con ingresso delle barche nel porto, dalla domus di Palazzo Diotallevi
Giovanni Bellini, Pietà, 1460 ca.
Giovanni Bellini, Pietà, 1460 ca.
Erma di Dioniso
Erma di Dioniso
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Allestimento della sezione archeologica
Giovanni da Rimini, Il Giudizio Universale, 1310 ca.
Giovanni da Rimini, Il Giudizio Universale, 1310 ca.
La Domus del chirurgo (II-III sec. d.C.)
La Domus del chirurgo (II-III sec. d.C.)
Guido Cagnacci, Vocazione di S. Matteo
Guido Cagnacci, Vocazione di S. Matteo
Monumenti di età repubblicana nel Lapidario romano
Monumenti di età repubblicana nel Lapidario romano
Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)
Tel. 0541 793 851
Email: musei@comune.rimini.it

Fulcro dell'insieme delle istituzioni culturali riminesi, il museo è stato istituito nel 1990 accorpandovi le collezioni civiche già esistenti a Rimini: la raccolta archeologica, sistemata da Luigi Tassini nel 1844, e la pinacoteca, fondata nel 1924. Dotato di moderni servizi didattici ed informativi, il museo custodisce materiali provenienti da scavi e ritrovamenti archeologici, edifici demoliti, depositi e donazioni che documentano la storia di Rimini e del suo territorio.

Primo nucleo delle civiche raccolte fu il lapidario, sistemato nel 1981 nel cortile interno del collegio per cura di Giancarlo Susini e Angela Donati. Si tratta di 68 iscrizioni dal I secolo a.C. al IV d.C. Oltre ad importanti stele funerarie e basi onorarie vi figurano frammenti architettonici ed elementi di notevole interesse edilizio, come nel caso dell'iscrizione riguardante la lastricatura delle strade riminesi promossa da Gaio Cesare.

La sezione archeologica si snoda a partire dai sotterranei del Collegio dei Gesuiti, ove in una quarantina di sale viene rivisitata l’intera storia di Rimini, dalle prime testimonianze di Homo erecus rinvenute sul colle di Covignano, sino alla fondazione di Ariminum nel 268 a.C. da parte dei Romani e lo sviluppo della città in età repubblicana e medio-imperiale. Il percorso prosegue poi con un approfondito sguardo sul divenire storico di Rimini in epoca imperiale, durante il II e III sec. d.C. Alla variegata e bellissima serie dei mosaici romani, fra cui il celebre mosaico "delle barche" dalla domus di Palazzo Diotallevi e il mosaico "di Anubi", si uniscono il rarissimo quadro in pasta vitrea policroma raffigurante pesci e il più ricco corredo chirurgico dell'antichità, scoperti entrambi nella vicina Domus del Chirurgo che, recentemente musealizzata, costituisce il naturale proseguimento esterno dell'itinerario museale.

Il percorso museale si dipana in una settantina di sale dislocate su tre piani. La sezione storico-artistica, con circa cinquecento opere esposte, consente di visitare compiutamente il cammino artistico riminese dal XIV al XIX secolo, che si apre con la celebre scuola del Trecento rappresentata da Giuliano e Giovanni da Rimini e dei loro allievi.

Alla stagione malatestiana rimandano la celebre Pietà di Giovanni Bellini (1460) e l'altrettanto nota pala di S. Vincenzo Ferreri del Ghirlandaio (1494), cui fanno seguito opere di Benedetto e Bartolomeo Coda, (come la pala di Benedetto Coda Madonna col Bambino e Santi, e L'Ultima cena di Bartolomeo Coda) Bagnacavallo, Mastelletta, Salvator Rosa, Guercino, Cagnacci, Maffei, Piazzetta, Marchetti, Pittoni e Bigari.

Una sezione è dedicata al pittore riminese dell'ottocento Guglielmo Bilancioni; due sale sono invece riservate ai disegni, ai dipinti e alle opere grafiche di René Gruau, artista che ha lavorato con i più grandi sarti tra cui Dior, Chanel, Givenchy e Balenciaga.

Tra le testimonianze della storia locale si segnalano inoltre i nove arazzi che ornavano le sale comunali, tessuti ad Anversa nel XVIII secolo su cartoni di A. van Diepenberk; il celebre "saracino" utilizzato nelle giostre del Seicento e la serie degli stemmi (secc. XVI-XVII) provenienti dai più importanti palazzi cittadini insieme ad altri frammenti lapidei.

L'importanza della città di Ariminum, la più precoce delle fondazioni romane dell'Emilia-Romagna, è perfettamente sottolineata nella sezione archeologica da un succedersi di temi che costituiscono una completa presentazione della città, dei suoi rapporti con la madre-patria Roma, della sua organizzazione politico-sociale, della sua fiorente economia e delle altrettanto fiorenti attività produttive.

Una straordinaria selezione di materiali ne documenta le forme di artigianato, rievoca gli ambienti domestici con i relativi arredi, attrezzature e suppelletti preziose riproposti attraverso gli oggetti provenienti dalle ricche domus cittadine, esalta i rapporti intrattenuti dalla città portuale con il mare e i traffici intercorrenti con l'Oriente e l'Africa, ricostruisce le forme di culto pubblico e privato, presenta alcune grandi evidenze architettoniche urbane come l'anfiteatro.

Un posto di rilievo assoluto meritano le ricostruzioni relative alla Domus del Chirurgo, della quale si presentano al pubblico il facsimile di alcune stanze: lo studio medico, la stanza da letto, la sala da pranzo con la mobilia, le pavimentazioni, le decorazioni, le suppellettili accertate nel corso dello scavo archeologico. La domus era infatti dotata di preziosi apparati quali mosaici, intonaci e decorazioni parietali variopinte e preziose.

Come è noto, le indagini ivi condotte hanno permesso anche il recupero del corredo professionale del chirurgo quasi completo, il quale rappresenta una fondamentale testimonianza materiale e culturale della pratica medica nell'antichità. Nel suo insieme la domus costituisce un raro caso di complesso ambulatoriale che alla residenza del medico unisce ambienti destinati al ricevimento, alla visita e alla cura dei pazienti, nonché spazi utilizzati per la preparazione dei medicinali.

Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Città, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 105.

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Città, Sezione Archeologica, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 23.

Pubblicazioni e cataloghi Lapidario romano, Museo della Città, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 33.

Pubblicazioni e cataloghi Rimini Imperiale: (II – III secolo), Musei Comunali Rimini, Rimini 2003.

Pubblicazioni e cataloghi Foschi P.L. (a cura di), Museo della citta, Rimini, Centro regionale per il catalogo e la documentazione, Regione Emilia-Romagna – Istituto per i beni artistici, culturali e naturali, Bologna, 2000.

Pubblicazioni e cataloghi Piraccini O., Museo della Città, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 190-192, n.12.

Pubblicazioni e cataloghi Pasini P.G., Museo della Città, Verucchio 1995.

Pubblicazioni e cataloghi Giovagnetti C., Rimini, musei comunali: il lapidario romano, in Cicala V. (a cura di), Segni delle pietre. Scritture e lapidari in Emilia-Romagna, "IBC informazioni", 6, 1989, pp. 9-11.

Pubblicazioni e cataloghi Tripponi A., Rimini: il lapidario romano tre anni dopo, in Il Museo Epigrafico, Faenza 1984.

Pubblicazioni e cataloghi Pasini P.G., La Pinacoteca di Rimini, Milano 1983.

Pubblicazioni e cataloghi Donati A., Rimini antica. Il lapidario romano, Rimini 1981.

Storia dell’edificio L'ex Collegio dei Gesuiti, è stato costruito a partire dal 1746 su progetto dell'architetto bolognese Alfonso Torreggiani; con la soppressione della Compagnia di Gesù, l'edificio passa, nella seconda metà del '700, al Seminario Vescovile e poi ai Domenicani. La trasformazione della destinazione d'uso si verifica nel 1797, allorché viene adibito ad Ospedale mantenendo tale funzione fino al 1977. I cambiamenti che hanno interessato l'edificio nei secoli, però, non ne hanno intaccato la forma originale, e i restauri iniziati negli anni '80 hanno permesso di recuperare spazi per l'allestimento museale.

Dati specifici Classe: Misto

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia preistorica/paletnologia

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia protostorica

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia classica

Dati specifici Sottoclasse: Arte moderna (XVI-XIX secolo)

Dati specifici Sottoclasse: Arti applicate

Dati specifici Sottoclasse: Scultura

Dati specifici Sottoclasse: Lapidaria

Dati specifici Sottoclasse: Arte medievale (XI-XV secolo)

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)

Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa

Dati specifici Sottoclasse: Arte astratta

Dati specifici Sottoclasse: Arte concettuale

Dati specifici Sottoclasse: Arte oggettuale

Opere e Oggetti d'Arte (763)
Reperti archeologici (338)
Stampe (131)

Dove si trova

Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari)
Rimini (RN)
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