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Crocifisso "Spina"

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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

Maestro di Montefiore

notizie terzo quarto sec. XIV

croce dipinta

tavola/ pittura a tempera
cm.
179(a) 139(la)
sec. XIV (1350 – 1370)

n. 610 PQ

Al centro della nera croce, impreziosita nel tabellone da un tessuto a motivi geometrici, compare la figura di Cristo, con i capelli rossi, ed i fianchi cinti da un sottilissimo perizoma trasparente. Nei quattro apici stellati compaiono, sul fondo dorato, le convenzionali figure a mezzo busto di Cristo – risorto e benedicente -, di San Giovanni Evangelista e della Vergine, dolenti, mentre in basso, insolitamente, quella del committente. Ammantato di nero, questi è raffigurato in scala inferiore, inginocchiato e nell'atto di raccogliere nel copricapo, sorretto fra le mani, il sangue che sgorga dai piedi di Cristo.

Il dipinto è stato depositato dalla Cassa di Risparmio di Rimini presso il Museo della Città nel 1991 (cfr. delibera del Consiglio Comunale n. 410 del 26/2/1990: Convenzione con la Cassa di Risparmio di Rimini per l'affidamento in deposito di opere ed oggetti artistici ai musei comunali e scritture private successive).
Il crocifisso fu pubblicato per la prima volta dal Brandi nel 1935, che l'assegnò ad un tardo seguace di Giuliano da Rimini, a cui attribuì inoltre il polittico del Museo Civico riminese con la Crocifissione e santi e un grande crocifisso, di cui ora si sono perse le tracce, allora in una collezione privata toscana (Della Gherardesca a Castagneto Carducci). Lo studioso definì tali opere "provinciali in cui la impassibilità di Giuliano diviene stupefazione senz'anima, nei volti dai grandi occhi vitrei".
Insieme agli altri dipinti della stessa cerchia, il crocifisso testimonia la diminuzione, nel linguaggio stilistico riminese, dell'alta qualità poetica. Pur usando gli stessi stilemi dei grandi artisti della scuola – in particolare di Giuliano -, il pittore irrigidisce le figure, soprattutto nell'espressione dei volti e nell'anatomia, pur mantenendo un apparato decorativo di alto livello, dato dai fondi dorati, dalle cornici granite e dal geometrico ricamo del grande tessuto nel tabellone, reso anche attraverso l'incisione della superficie. Insolita e caratteristica nel crocifisso riminese è la sostituzione della figura della Maddalena ai piedi della croce con quella del committente.
Il pittore è stato chiamato convenzionalmente da Daniele Benati Maestro di Montefiore (cfr. catalogo della mostra Rimini 1995), per l'ulteriore attribuzione ad esso del grande crocifisso ligneo conservato nella chiesa parrochiale di San Paolo della omonima località della Valle del Conca, già avvicinato dal Pasini nel 1994 a tale nucleo di dipinti.
Il restauro, eseguito con accuratezza da Pietro Tranchina nel 1994, ha valorizzato la sottigliezza esecutiva. Precedentemente il dipinto versava in condizione che non ne favorivano l'apprezzamento, a causa dell'ingiallimento delle vernici, di vecchi ritocchi e della falsa cornice.

Bibliografia Brandi C. (a cura di)
La pittura riminese del Trecento
Rimini
Garattoni
1935
pp. XVII, 18, n. 6

Bibliografia Volpe C.
La pittura riminese del Trecento
Milano
Spagnol
1965
pp. 54, 90, n. 119

Bibliografia Pasini P.G.
La pittura riminese del Trecento
Milano
Amilcare Pizzi
1990
p. 157

Bibliografia Pasini P.G.
La pittura del Trecento nel museo della città
Rimini
Comune di Rimini
1991
p. 11

Bibliografia Pasini P.G.
Il Crocifisso dell’Agina e la pittura riminese del Trecento in Valconca
Milano
1994
p. 87

Bibliografia Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 29

Bibliografia Benati D. (a cura di)
Il Trecento riminese. Maestri e botteghe tra Romagna e Marche
Milano
Electa
1995
p. 278, n. 57

Bibliografia Pasini P.G. (a cura di)
Medioevo fantastico e cortese arte a Rimini fra Comune e Signoria
Rimini
Musei Comunali
1998
p. 127, n. 6

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Ihes na(…)/ Renvs Rex/ Iudeorum

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