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Crocifisso

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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

Andrea da Bologna

notizie 1350-1377

croce dipinta

tavola/ pittura a olio
cm.
206(a) 152(la)
altezza superficie dipinta 190,5//altezza superficie dipinta 137
sec. XIV (1370 – 1370)

n. 10 PQ

n. 10 PQ

Al centro della croce dai terminali polilobati, la figura tozza di Cristo dai cui fianchi scende un ampio perizoma. Nei lobi dei bracci le figure a mezzo busto della Vergine, di San Giovanni, del Redentore e della Maddalena. Fondo oro.

Le notizie riguardanti questo pittore vengono fornite da un polittico della Pincaoteca di Fermo (1369) e da una Madonna dell'Umiltà (1372) conservata nella Pinacoteca parrocchiale di Corridonia. Sulla base di queste opere datate e firmate, Roberto Longhi nel 1935 ne ricostruiva la personalità distinguendola da quella di Andrea de' Bartoli, con la quale veniva ancora confusa dal Berenson. Il crocifisso ha sempre
avuto nella storia critica una generica ascrizione alla scuola locale. Salmi (1931/32) lo definiva della tradizione di Giuliano da Rimini e allo stesso pittore riferiva la Croce di San Pancrazio a Sestino. Cesare Brandi (1935) per quest'opera che riteneva di scarsa qualità rifiutava il riferimento all'arte di Giuliano proponendo una data anteriore al 1340 poichè notava un allontanamento "dal più antico tipo riminese … cambiamento che si dovrà forse all'influenza lorenzettiana". Federico Zeri (1957) ne fa menzione senza particolare commento fra i crocefissi riminesi, mentre Carla Ravaioli in una scheda manoscritta per il Museo (1957), rifiutando quanto avevano suggerito Salmi e Brandi, lascia la croce ad un anonimo riminese del XIV secolo. Anche Carlo Volpe nel 1965, nella sua monografia sulla pittura del Trecento a Rimini, compilava una breve scheda rinunciando però ad ogni precisazione critica. Solo ora la pulitura condotta con tanta radicale chiarezza aiuta a intendere la necessità di svincolare il dipinto dal contesto riminese, evidenziando invece definizioni stilistiche che stringono con la cultura dei bolognesi dopo Vitale, nel gruppo che comprende, fra gli altri, Andrea de' Bartoli e Simone dei Crocifissi, Andrea de' Bruni e Cristoforo: tutti artisti che lavorano fra il sesto e l'ottavo decennio del secolo, se non oltre. E proprio ad Andrea de' Bruni la tipologia del crocifisso e delle altre immagini fa puntuale richiamo.
Il restauro, eseguito nel 1977-78 da Pietro Tranchina, ha comportato asportazione della struttura lignea, trasferimento della pellicola pittorica, pulitura, stuccatura ed integrazione pittorica.

Bibliografia Salmi M.
La scuola di Rimini
Rivista del Regio Istituto di Archeologia e Storia dell’Arte
1931-1932
pp. 226-227
p. 234

Bibliografia Brandi C. (a cura di)
La pittura riminese del Trecento
Rimini
Garattoni
1935
p. 126, n. 48

Bibliografia Zeri F.
Due appunti su Giotto
Paragone
1957
pp. 75-87
p. 84

Bibliografia Volpe C.
La pittura riminese del Trecento
Milano
Spagnol
1965
p. 90

Bibliografia Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 29

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: I.N.R.I.

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