
Padova 1959/ vivente
disegno
n. 40
L'opera si compone di forme simboliche e geometriche. Taglia perpendicolarmente la tela una scala nera: rappresentazione della scala vista in sogno da Giacobbe che da terra si protendeva sino in cielo, con angeli che ne salivano e ne scendevano. Questo sogno, parabola dell’incontro con il divino e della possibilità di dialogo tra uomo e Dio, reca in se’ il simbolo del ascensione: la scala è il collegamento fra i due i due opposti archetipi di terra e cielo, umano e divino. Al centro del quadro, una lumaca; in alto a sinistra le due tavole della legge. Intorno, archi spezzati tipici delle finestre del gotico veneziano, città in cui l'artista ha studiato e sede di un famoso Ghetto.
Rientra in uno dei molti percorsi creativi sperimentati inerenti al rapporto arte e scienza l’opera dal titolo Lentamente verso l’alto (1993) che Tobia Ravà ha lasciato al Museo Ebraico di Bologna dopo la sua mostra PAGINE TRASCENDENTALI (2 settembre-4 novembre 2007). Artista già molto affermato, Tobià Rava lega la sua ricerca artistica alle correnti mistiche dell’ebraismo: dalla qabbala al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica che sottende le sue opere è intesa come codice genetico e raccoglie sia elementi filosofici, sia linguistici che vanno a costituire un magma pittorico fatto di lettere e sequenze numeriche riferite a un linguaggio cosmologico universale.
Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia, dove ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo al DAMS di Bologna, con l’intento di coniugare il fare arte all'epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell'ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall'ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.
Bibliografia
Farini P.
Lentamente verso l’alto
Cortina
pp. 70-71
pp. 70-71