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sepolcro di Bonandrea dé Bonandrei

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

ambito bolognese

lapide tombale

pietra d’Istria
cm
87,5(a) 203(lu)
sec. XIV (1333 – 1333)

n. 1665

Si tratta di parte del sepolcro di Bonandrea de’ Bonandrei, lettore di decretali bolognese. Sulla lastra si può osservare la scena della lectio magistralis, con il professore in cattedra al centro e gli studenti disposti in maniera simmetrica ai suoi lati. (F. Urbinati 2013)   

L’opera è stata realizzata con ogni probabilità dai due scultori senesi Agostino e Agnolo durante il loro soggiorno a Bologna. Sappiamo che la loro formazione è avvenuta al seguito di Giovanni Pisano con il quale collaborano alla realizzazione degli ornamenti per la facciata del Duomo di Siena attorno agli anni ’80 del ‘200. Nel 1308 arriva il grande successo con la realizzazione del palazzo dei Nove al Malborghetto, a Siena, opera che permetterà loro di ricevere, dopo la morte di Giovanni Pisano, il titolo di architetti ufficiali di Siena.  La loro presenza a Bologna è attestata a partire dal 1329. Durante gli anni bolognesi portano a compimento una serie di lavori idraulici per il contenimento del Po dopo la piena rovinosa del 1331. Si deve a loro anche la costruzione della fortezza di Galliera, la sontuosa abitazione del legato papale Bertrando del Poggetto, distrutta dai bolognesi nel 1334 dopo la cacciata di Bertrando dalla città. Non è da attribuire ad Agostino e Agnolo – come invece era stato affermato da una lunga serie di studi a partire da Vasari- la realizzazione della tavola in marmo per la chiesa di S. Francesco, oggi considerata opera dei Dalle Masegne. In questi anni i due scultori avrebbero quindi realizzato i sepolcri di Bonandrea de’ Bonandrei e di Matteo Gandoni (che si trovano oggi nella stessa sala del Museo). Dal punto di vista stilistico i due rilievi appaiono opera della medesima bottega: mostrano infatti la stessa caratterizzazione espressiva, una certa padronanza nell’adozione di forme gotiche, con un’evoluzione nel rilievo di Bonandrea de’ Bonandrei in cui si assiste all’adozione di forme più eleganti e slanciate, proprio del nuovo stile che si sta imponendo nell’Italia centrale. (F. Urbinati 2013)

Bibliografia Grandi R.
I monumenti dei dottori e la scultura a Bologna (1267-1348)
Bologna
1982
pp. 153-154

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: TRECENTENO TERTIO CONIUNTO TRIGENO. IAM POST MILLE CHRISTI AUGUSTI DECIMO MISTI. CELITUS ELECTUS SED HIC EST CORPORE TECTUS/ MORIBUS SERENUS DECRETOM DOCTOR AMENUS. BONANDREAS ORTUS BONANDREIS UNDIQUE PORTUS. ORA LECTOR TOTA MENTE PRO ILLO DEVOTA

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