
Bologna
Dal 1985 il Museo ha sede all'interno del Palazzo Ghisilardi-Fava, le prime due sale illustrano la storia del museo con i nuclei principali che contribuirono alla sua formazione: la stanza delle "meraviglie" del marchese Ferdinando Cospi, allestita nel Palazzo pubblico nel 1675, e la raccolta "sperimentale" del generale Luigi Ferdinando Marsili, formata nell'ambito dell'Istituto delle Scienze (1714). Tra il 1742 e il '43 i due nuclei furono trasferiti in palazzo Poggi e incrementati dalla donazione di Benedetto XIV. Fu da quei fondi, aumentati nel tempo da patrimoni soppressivi, lasciti, acquisizioni, che si scelsero i materiali destinati a formare il primo museo civico (1881). Le opere esposte nelle due sale risultano dalla selezione tipologica delle diverse collezioni: tra le testimonianze esotiche figurano uova di struzzo e noci di cocco impreziosite da incisioni, oggetti di provenienza o di gusto orientale. Largo spazio è dedicato agli strumenti scientifici tra i quali un orologio notturno del XVI secolo e lastre di incisioni (1756). Una sala raccoglie parte dei materiali esotici della collezione Palagi.
Il percorso museale prosegue con il nucleo medievale e del primo Rinascimento, costituito da opere collegate alla storia cittadina come nel caso della 'Statua di Bonifacio VIII', eseguita nel 1301 per il Palazzo pubblico dall'orafo Manno Bandini da Siena con lastre di rame dorate su anima lignea, il 'S. Pietro Martire' di Giovanni di Balduccio, già in S.Domenico, e le sculture provenienti dalla loggia della Mercanzia. La cultura dello Studio è documentata dai monumenti funebri dei dottori, come quello attribuito a Jacopo Lanfrani, e quelli eseguiti da Pier Paolo delle Masegne e da Andrea da Fiesole. Tra le altre opere scultoree si segnala la 'Lastra Garganelli', unica opera scultorea di Francesco del Cossa. Nella raccolta dei bronzetti figurano il modello per la 'Fontana del Nettuno' del Giambologna, il 'Busto di Gregorio XV' del Bernini e il 'S. Michele Arcangelo' dell'Algardi. Tra gli avori un 'Trittico' della bottega degli Embriachi e gli esemplari della Sierra Leone (sec. XV-XVI). Le arti decorative sono rappresentate da esemplari di oreficeria e medaglistica, vetri, tessuti, armi, alcune di provenienza Bentivoglio, molte dalla collezione Marsili; da segnalare l'armatura da torneo della famiglia Cospi (sec. XVI). Rilevante, in ambito regionale, il nucleo degli strumenti musicali.Nel 1995 si sono aggiunte al percorso espositivo un'importante collezione di codici miniati bolognesi dei secoli XIII-XVI e una ricchissima raccolta di ceramiche composta da 300 pezzi dal XIII al XIX secolo di varia produzione.
Pubblicazioni e cataloghi
Libri miniati del Museo Medievale, testi di M. Medica, Bologna, Comune di Bologna Musei civici d’arte antica, 1997.
Pubblicazioni e cataloghi
Van der Meer J. H. (a cura di), Strumenti musicali europei del Museo Civico Medievale di Bologna, Collana Cataloghi delle collezioni del Museo civico medievale di Bologna, Bologna, Nuova Alfa Editoriale,1993.
Pubblicazioni e cataloghi
Boccia G.L. (a cura di), L’armeria del Museo Civico Medievale di Bologna, Busto Arsizio, Bramante, 1991.
Pubblicazioni e cataloghi
Museo Civico Medievale: Il lapidario: sezione di via Porta di Castello, testi di B. Breviglieri, S. Neri, C. Bernardini, Bologna, Comune di Bologna Museo Civico Medievale, 1990.
Pubblicazioni e cataloghi
Ravanelli Guidotti C. (a cura di), Ceramiche occidentali del Museo Civico Medievale di Bologna, Collana Cataloghi delle collezioni del Museo civico medievale di Bologna, Bologna, Grafis, 1985.
Pubblicazioni e cataloghi Musei Civici d'Arte Antica: Museo Civico Medievale, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-2012, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 6.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico Medievale, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 21.
Pubblicazioni e cataloghi Guarino M., Museo Civico Medievale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 85, n. 6.
Pubblicazioni e cataloghi Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghisilardi-Fava, Bologna, Comune di Bologna, 1985 (e succ. rist.).
Storia dell’edificio Il palazzo è stato edificato tra il 1483 e il 1491 da mastro Zilio Montanari per Bartolomeo Ghisilardi e acquistato dalla famiglia Fava nel 1810. I restauri più recenti, con la rimozione degli interventi tardo ottocenteschi, hanno riportato alla luce testimonianze di preesistenti strutture di epoca romanae medievale, decorazioni pittoriche del XIII secoloed elementi della struttura originaria inglobati nel palazzo.