
MINELLI Antonio
1465 ca./ 1529 ca.
lapide tombale
n. 1653
La lastra è decorata sulla fronte con la tradizionale immagine della lezione, con il dottore, assiso in cattedra, affiancato dai due gruppi di studenti. L'unificazione spaziale, la cultura ornamentale e i moduli classicheggianti sembrano innovare la composizione di tradizione medievale, con l'ausilio anche della fresca invenzione del trompe l'oeil, del piccolo armadio aperto che mostra i codici, la clessidra e gli strumenti per la scrittura. Sul retro la scena abbozzata invece mostra maggiore aderenza all'iconografia tradizionale, ideata con minore maturità per quanto concerne la dimensione spaziale. (P. Cova 2011)
La lastra tombale del lettore di diritto civile Pietro Canonici, morto nel 1502, è la più tarda tra quelle conservate nel Museo Civico Medievale. Il sepolcro era in origine collocato nella chiesa di San Martino Maggiore, […]. La tomba si caratterizza, nel contesto sostanzialmente tradizionalista della scultura funeraria cittadina, per l’introduzione di alcune novità rinascimentali. Infatti, il dottore viene raffigurato nella proverbiale immagine della lectio magistralis, ma la cattedra, che ha una salda costruzione spaziale, è collocata al centro quale punto di fuga della composizione, con i banchi degli studenti disposti diagonalmente paralleli alle pareti della stanza. Un espediente illusionistico che simula la realtà e che troverebbe il suo apice nell’affascinante effetto trompe l’oil dell’armadio al di sotto del dottore, dove i codici, la clessidra e gli altri oggetti sembrano richiamare sia la coeva pittura che i sofisticati disegni per le tarsie lignee. La sapienza dello scultore, il suo rapporto dialettico con l’arte bolognese del periodo bentivolesco e soprattutto la cultura spaziale di matrice padovana, hanno recentemente suggerito di spostare l’attribuzione da Vincenzo Onofri ad Antonio Minelli. (P. Cova 2011)
Bibliografia
Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghislardi-Fava
Bologna
pubblicazione del Comune di Bologna
1987
pp. 74-75, n. 42