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AE_90_8_inv_1651
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Domenico Garganelli defunto composto su una graticola

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

Del Cossa Francesco

1436 / 1478

lapide tombale

bronzo/ doratura,
serpentino ,
pietra calcarea
cm
105(la) 212(lu)
sec. XV (1478 – 1478)

n. 1651

La figura di Domenico Garganelli è posta su di un reticolo metallico, adagiata su due cuscini, uno grande al di sotto della testa e l'altro piccolo che sostiene i piedi. Il volto lievemente inclinato alla sua sinistra si presenta con gli occhi sbarrati, mentre la testa é cinta da una coccarda alla moda quattrocentesca. Il corpo del defunto, che indossa una lunga veste, è composto con le mani incrociate sull'elsa di una spada disposta per il lungo tra le due gambe, e calza due stivali con speroni. Al di sotto del cuscino superiore è collocato un pannello decorato da un fregio con gigli e fioroni, alla destra e alla sinistra troviamo invece due puttini. (P. Cova 2007)

La testimonianza del Salimbeni relativa all'attività scultoria di Francesco, spinse il Filippini (Filippini 1913, pp. 315-319) ad ipotizzarne l'autografia diretta. In tal senso gli stilemi dell'opera sono assolutamente illuminanti. Il realismo esaltato dalla potenza polimaterica del metallo, la qualità plastica del panneggio, i putti, la morbidezza con cui il capo modella il cuscino, sono tutti elementi caratteristici della produzione del Cossa e trovano epidermiche affinità con la sua produzione pittorica. […] All'interno della produzione del pittore possiamo riscontrare inoltre un effettivo dialogo tra tecniche diverse, come era usuale per i grandi interpreti della stagione cortigiana bentivolesca, il Francia stesso infatti era prima di tutto un orefice. La modernissima Madonna col Bambino su vetro già in San Giovanni in Monte, ora al Musée Jacquemart-André di Parigi, forse tradotta dai Cabrini, la lastra e le diverse opere a noi giunte, si caratterizzano come tanti tasselli di un panorama artistico vasto e complesso che assicura a Francesco del Cossa un ruolo da protagonista assoluto nella produzione artistica padana della seconda metà del Quattrocento. La maggior parte della critica ha accettato nel corpus del maestro anche la lastra tombale dell'organista Gasparo Trombetti, già in San Domenico a Modena, oggi conservata alla Pinacoteca Estense. (P. Cova 2007)

Bibliografia Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghislardi-Fava
Bologna
pubblicazione del Comune di Bologna
1987
pp. 69-70, n. 38

Bibliografia Bacchi A.
Francesco del Cossa
Soncino
Edizioni Dei Soncino
1991

Bibliografia Sgarbi V.
Francesco del Cossa
Milano
Skira
2003

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: DOMINICUS // GARGANELUS / BON(oniensis) EQUES QUI BONO INTERFUIT // .P(ublico). ET PRAEFUIT HIC EST PATRIS .B(ene) .M(erentis) / LAUDES SAXO // AEDEQ(ue) BARTHO/LOMAEUS ILLUSTRAT ET POSTE//ROS O DULCIS PIETAS .M.CCCC.LXXVIII.

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