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Madonna con Bambino e san Gaetano

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

Consetti Antonio

1686/ 1766

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
44,7(a) 31(la)
sec. XVIII (1725 – 1749)

n. 59

Acquistato all’asta degli arredi della villa Giacobazzi Vistarino di Sassuolo insieme al bozzetto per la pala di San Nicolò a Carpi con La Trinità adorata dai santi Bernardino, Girolamo, Nicola da Bari, Francesca Romana e Andrea Avellino (cfr. nctn 00000057), il dipinto si è recentemente aggiunto (1991) ad altre opere di mano di Antonio Consetti già conservate in Museo. Si tratta di una composizione semplice, destinata probabilmente alla devozione privata, con la Madonna che affida all’abbraccio di san Gaetano il piccolo Gesù. Tra i numerosi disegni di Consetti conservati presso la Biblioteca Poletti di Modena si trova anche il foglio preparatorio per questo dipinto (inv. n. 4132); è eseguito a matita e carboncino su carta color avorio ed è realizzato nello stesso formato e nelle stesse dimensioni della tela finita. Poche sono le varianti nella rappresentazione delle figure: il Bambino, che nel disegno tiene in mano il giglio, nella redazione dipinta si stringe al collo di san Gaetano, mentre il ramo fiorito è appoggiato su un libro ai piedi delle figure. Il gruppo ritorna pressoché identico, inserito in una composizione più ampia, nella teletta del Seminario Metropolitano di Modena con la Madonna in gloria e i santi Giuseppe, Giacomo, Antonio di Padova, Giovanni Evangelista e Geminiano dove il santo che regge il Bambino non è più Gaetano, ma Antonio di Padova. Al dipinto del Seminario, molto probabilmente bozzetto preparatorio per una pala d’altare, era stato riferito in passato il citato disegno della Biblioteca Poletti (CECCHI GATTOLIN 1982, p. 57 n. 119). Sappiamo da Eustachio Cabassi (sec. XVIII, ed. 1986, p. 30) che Consetti aveva donato al suo allievo Alessandro Brusati “un suo superbo quadro, opera delle più perfette delle sue mani, rappresentante un San Gaetano, che dolcemente stringe tra le sue braccia il Bambino Gesù a lui teneramente consegnato dalla Vergine Maria”, e che il dipinto “presentemente si trova in Carni sull’altare della cappella privata di casa Farmi, alla medesima lasciato da lui [i.e. Alessandro Brusati] per legato dopo la sua morte”. Il dipinto qui esaminato potrebbe forse aver costituito il modello preparatorio o, più probabilmente, un ‘ricordo’ della tela così descritta, che a metà del XIX secolo si trovava ancora a Carpi in casa di Francesco Caleffi (GARUTI, in CABASSI cit., p. 190 nota 73). Stilisticamente, la teletta non si discosta dal formulario di garbata eleganza che rese il pittore sempre perfettamente adeguato alle esigenze estetiche e devozionali della pittura ufficiale dell’Accademia e della corte.

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
p. 84

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