
produzione apula
cratere
n. 31375
Cratere con corpo a campana rastremato verso uno stretto stelo concavo che poggia su un alto piede troncoconico; labbro a tesa obliqua con orlo arrotondato. Due anse orizzontali, leggermente ripiegate verso l'alto, sono impostate, diametralmente opposte, nella parte alta del corpo.
Decorato a "figure rosse" suddipinto in giallo. Su di un lato con un satiro e una mendade danzanti posti su di una fascia a meandro: la donna incede verso destra con le mani congiunte al di sopra del capo, indossa un chitone senza maniche che le lascia scoperto un seno, calzari ai piedi e armille ai polsi. Di fronte alla donna vi è una figura maschile, nuda, che incede verso di lei in capo retrospiciente, nella mano sinistra tiene un'asta con grande piuma (?) all'apice, e nella mano destra una sorta di frustino rituale; il capo è legato da una sottile tenia annodata dietro la nuca. I capelli dell'uomo e della donna sono sottolineati da sottili tratti; nei settori di risulta si dispongono rosette e lunga benda posta fra i due. Sul lato opposto, sopra una fascia a meandro, vi sono due uomini stanti a colloquio, quello di sinistra tiene nella mano destra protesa in avanti un bastone, al quale sembra appoggiarsi, l'uomo di sinistra ha la mano destra alzata in un gesto di saluto; entrambi hanno una lunga veste (tunica) che lascia scoperta la spalla destra.
Sul labbro si sviluppa una larga fascia con festone fitomorfo. Le figurazioni sono realizzate a risparmio su fondo campito; i particolari decorativi sono resi da sottili tratti; dipinto in nero con lumeggiature in bianco. Impasto di colore rossiccio, patina di colore nero, decorazione a pennello.
La decorazione avvicina l'opera ai seguaci del "Pittore di Verona", attivo attorno alla metà del IV secolo a.C.
Bibliografia
Gioia ber
Mazzotti V. (a cura di)
Gioia di ber. Ceramiche da acqua e da vino in Italia dall’antichità classica al design
Pistoia
Gli Ori
2021
p. 43, n. 1