
manifattura Ginori, Doccia, Sesto Fiorentino, Toscana
zuppiera con coperchio
n. 24117
Zuppiera, ovale, modellata a costolature, con anse a volute con anello centrale dipinto in blu, con decoro detto "alla Rosa canina"; si tratta di un ornato di ispirazione orientale. Decoro simile sul coperchio, che tuttavia appare, per impasto e decorazione, di epoca diversa dal contenitore. La zuppiera è di porcellana dura, mentre il coperchio, non pertinente, è in masso bastardo.
Recentemente John Mallet ha ipotizzato, a parere di chi scrive, correttamente, che questa tipologia sia da ricondursi a quella definita "a riporto" per la costanza e la ripetitività della decorazione (MALLET 2011, pp. 95-103; MALLET 2012, pp. 17-26)
Il primo riferimento a tale decoro si ha verso il 1747 in una “Tariffa delle Porcellane dipinte” quando si evidenziano le "Chicchere con rosa" (AGL, XV, 2, f. 138, Manifattura di Doccia. Documenti vari, c. 484 e seg.).
Successivamente, tra il 1759 ed il 1760, è il pittore Giuseppe Nincheri, detto “il Monachina", segnalato in manifattura tra il 1739 ed il 1759 quando è nominato anche "Capo dei Pittori" a decorare "tondini a rosa" (AGL, XV, 2, f. 138, Manifattura di Doccia. Documenti vari, fascicolo 6). Se questi tondini fossero quelli decorati "alla Rosa canina", dovremmo probabilmente anticipare l'utilizzo del transfer print a Doccia dal 1749-50 circa, data nella quale si ricordano i primi oggetti con decorazioni a riporto (BIANCALANA 2009, pp. 147-148; A. Biancalana, in Faire bonne figure 2016, pp. 21-27, cat. 5-6), al 1746-47.
Nell'inventario redatto alla morte di Carlo Ginori (1702-1757) degli oggetti conservati in fabbrica a Doccia si elencano "chicchere … con rosa" e più avanti ancora “14 fruttiere mezzane e grandi alla rosa canina … 345 tondini alla rosa blù” (AGL, I, 2, f. 37, Fabbrica delle Porcellane di Doccia. Scritture e documenti, fascicolo 6, pp. div.)
In una vera e propria tariffa dei prezzi, che, però, non reca alcun riferimento cronologico ma che dalle tipologie di oggetti in essa contenuti potrebbe essere databile attorno al 1760 e redatta da Pietro Taddei, modellatore della porcellana fino al 1769 almeno, in quanto è seguita da altro tariffario per maioliche e porcellane “a forma”, redatto proprio dal Taddei con una grafia del tutto analoga, si elenca “N. 7 Pittura con Rosa" (AGL, XV, 2, f. 137, I, Manifattura di Doccia. Documenti vari, c. 925),
Il decoro, infine, viene replicato anche nella seconda metà del secolo su masso bastardo, come testimoniano alcuni oggetti apparsi in due mostre degli scorsi anni (A. Biancalana, in La manifattura toscana, p. 65 e p. 127, cat. 38; A. Biancalana, in Lucca e la manifattura 2001, p. 127, cat. 63), come anche dimostra il coperchio di questa zuppiera.
Bibliografia di confronto:
A. Biancalana, in La manifattura toscana dei Ginori. 1737 – 1791, catalogo della Mostra Pisa, Palazzo Reale, a cura di M.G. Burresi, 20 giugno – 20 luglio 1998, Pisa 1998, p. 65 e p. 127, cat. 38;
A. Biancalana, in Lucca e le porcellane della manifattura Ginori, catalogo della mostra Lucca Convento di San Micheletto, a cura di A. d’Agliano/ A. Biancalana/ L. Melegati/ G. Turchi, 28 luglio – 21 ottobre 2001, Lucca 2001, p. 127, cat. 63;
A. BIANCALANA, Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei marchesi Ginori. I primi cento anni, Firenze 2009, p. 159;
J.V.G. MALLET, Tranfer printing in Italy and England, in English Ceramic Circle Transacion, Volume 22 – 2011, Gran Bretagna 2011, pp. 95-103;
J.V.G. MALLET, Il decoro a riporto in Italia e Inghilterra, in Quaderni – Amici di Doccia, VI – 2012, Firenze 2012, pp. 17-26;
A. Biancalana, in Faire bonne figure, a cura di C. Perles, Parigi 2016, pp. 21-27, catt. 5-6.
Bibliografia
Golfieri E. (a cura di)
Le donazioni Golfieri
Faenza
Litografie Artistiche Faentine
1989
p. 297, n. 15
Bibliografia
Amici di Doccia
La collezione del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Amici di Doccia – Quaderni
Firenze
Polistampa
2022
p. 39