Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

AB4623f
AB4623f
AB4623ff
AB4623ff
AB4623fff
AB4623fff
AB4623tt
AB4623tt
AB4623dt
AB4623dt
ab4623f
ab4623f
ab4623ff
ab4623ff
ab4623p
ab4623p
ab4623pp
ab4623pp
ab4623ppp
ab4623ppp
ab4623pppp
ab4623pppp
ab4623ppppp
ab4623ppppp
ab4623pppppp
ab4623pppppp
ab4623l
ab4623l
ab4623ll
ab4623ll
ab4623d
ab4623d
ab4623dp
ab4623dp
ab4623dpp
ab4623dpp

Amore e Psiche

AB4623f
AB4623f
AB4623ff
AB4623ff
AB4623fff
AB4623fff
AB4623tt
AB4623tt
AB4623dt
AB4623dt
ab4623f
ab4623f
ab4623ff
ab4623ff
ab4623p
ab4623p
ab4623pp
ab4623pp
ab4623ppp
ab4623ppp
ab4623pppp
ab4623pppp
ab4623ppppp
ab4623ppppp
ab4623pppppp
ab4623pppppp
ab4623l
ab4623l
ab4623ll
ab4623ll
ab4623d
ab4623d
ab4623dp
ab4623dp
ab4623dpp
ab4623dpp
Viale Baccarini, 19 – Faenza (RA)

manifattura Ginori, Doccia, Sesto Fiorentino, Toscana

gruppo plastico

porcellana con coperta
cm
89(a) 65(la)
sec. XVIII (1748 – 1750)

n. AB 4623

n. 9745,1

Gruppo in porcellana dura "bianchita", cioè con smalto tenero, raffigurante “Amore e Psiche” di dimensioni “quasi naturali”.

Da un modello di riferimento di età ellenistica conservato alla Galleria di Firenze (oggi Galleria degli Uffizi). Le forme si devono a Niccola Kinderman, un esperto formatore, che, attorno al 1770, lavora agli Uffizi nella copia di alcune statue antiche commissionate da Anton Raphael Mengs (1728-1779) e Gaetano Traballesi, scultore fiorentino attivo tra il 1747 ed il 1762 che ha restaurato la statua del “Bacco” del Sansovino (1486-1570) a seguito dell'incendio della Galleria di Firenze del 12 agosto 1762; vengono eseguite nel 1747, forse direttamente dall' originale del periodo ellenistico.
Il gesso, probabilmente quello originale ancora oggi conservato nello stabilimento Richard Ginori a Sesto Fiorentino, è alto 117 centimetri e non doveva servire per realizzare le forme (BALLERI 2014, p. 270, cat. 157-157 I-157 II). Carlo Ginori (1702-1757), inoltre, affida al Kinderman ed al Traballesi la predisposizione di tre importanti forme di statue di grandezza “quasi naturale”: “Amore e Psiche”, appunto, il “Ganimede e l'Aquila”, oggi al Musee Jacquemart-Andrè a Parigi (inv. n. 863), e “la Venerina”, o la “Venere della Conchiglia”, o, ancor più precisamente, “Afrodite accovacciata” al bagno, che si prepara a ricevere l'acqua sulla schiena del Victoria and Albert Museum a Londra (inv. n. 5423-1859).
A Doccia era uso comune eseguire anche le grandi sculture in più dimensioni (A. Biancalana, in Emanuele d'Azeglio 2016, pp. 84-85, cat. 28) e questo avviene anche per Amore e Psiche, tanto che nella fabbrica se ne trova una forma di circa 31 centimetri (BALLERI 2014, pp. 397-398, cat. 339); non si segnalano ad oggi, però, sculture di dimensioni inferiori a quella dei gruppi oggi conosciuti. Anche tra i documenti vi sono numerosi riferimenti ad Amore e Psiche ed alle statue, o gruppi, di grandezza "mezzo naturale"; nel noto "Inventario della Fabbrica delle Porcellane e Maioliche di Doccia fatto il dì 11 Luglio 1757 per il dj 30 Aprile 1757" (AGL, I, 2, f. 37, Fabbrica delle Porcellane di Doccia. Scritture e Documenti, fascicolo 6, pp. div.) a pagina 1 si trovano "3 Gruppi di statue di mezza grand.zza a £ 150 = 450"; a pagina 19, poi, nel “Magazzino delle Porcellane” è collocato "1 Gruppo di Amore e Psiche detto[mezzo naturale] a £. 150". Nell'altro inventario coevo, quello dei magazzini di Livorno, in via delle Galere, si riporta: "N. 1 Detto [gruppo] rappresentante L'amore, e Psiche di grandezza quasi naturale Zecchini dodici. 169" (AGL, I, 2, f. 37, Fabbrica delle Porcellane di Doccia. Scritture e Documenti, fascicolo 7, p. 23).
Se ne conoscono tre esemplari: uno al Museo Richard Ginori della Porcellana di Doccia (inv. n. 19), il secondo al Musee National de Ceramique di Sèvres (inv. n. MNC27679) e questo del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Le differenze tra il modello di riferimento in marmo e le tre sculture (con leggere differenze nella posizione) che oggi possiamo osservare non sono molte e si limitano all'assenza nel marmo del panneggio che, in maniera appena diversa, è visibile nelle tre porcellane e dei bracciali, presenti solo nell'esemplare del Museo Richard Ginori; proprio questi sono assenti nelle altre due porcellane.
La fabbrica di Doccia, poi, esegue anche altri gruppi che raffigurano "Amore e Psiche"; uno ripreso da Massimiliano Soldani Benzi (1656-1740), documentato (LANKHEIT 1982, tav. 117) anche nell'importante Inventario delle Forme come “Gruppo di Amore e Psiche. Del Soldani. Forma doppia” (AGL, I, 2, f. 37, Fabbrica delle Porcellane di Doccia. Scritture e documenti, fascicolo 22, p. 3), ed altro (LANKHEIT 1982, tav. 122) da Giovan Battista Foggini (1652-1725); anche questo è riportato tra le Forme: "N°17 Gruppo di Amore, e Psiche. Del Foggini" (ibidem, p. 4).
Vincenzo Foggini (1700 circa-post 1755), fra l'altro, il 5 novembre 1748 viene pagato “per gettiti di tre gruppi di cera rossa” ed uno di questi è “un gruppo di Amore e Psiche” (AGL, VIII, 2, Marchese Carlo Andrea Ginori. Conti e Ricevute. 1746 – 1749, senza carta): si tratta, molto probabilmente, di uno di questi ultimi due,
La manifattura Ginori, quasi perseguisse un preciso scopo ed avesse una chiara impostazione filologica, riproduce in porcellana a grandezza naturale o “quasi naturale” le sculture presenti in Galleria di Firenze: la Venere dei Medici, i Lottatori, Amore e Psiche, il Fauno Danzante e la Venere seduta (che si cava la spina). Non ritengo che questo fosse legato semplicemente al piacere della riscoperta dell'antico, ad uno spiccato gusto antiquario, per altro presente, ma si inquadrasse nel ben più ampio e profondo disegno di Carlo Ginori ((1701-1757) che tendeva a fare della porcellana un mezzo per riaffermare i valori e le capacità della città di Firenze che, con la scomparsa della famiglia Medici nel 1737 con Gian Gastone e, pochi anni dopo, con Maria Luisa. aveva perso quella centralità culturale che le era stata propria per alcuni secoli. La porcellana, dunque, non mero oggetto di uso, ma espressione artistica di grande spessore

Bibliografia di confronto:
G. LIVERANI, Il museo delle porcellane di Doccia, Milano 1967, tav. VI;
G. BATINI, L'Amico della Ceramica, Firenze 1974, p. 146;
K. LANKHEIT, Die Modellsammlung der Porzellanmanufaktur Doccia, Monaco di Baviera 1982;
R. MONTI (a cura di), La manifattura Richard Ginori di Doccia, Milano/Roma 1988, pp. 176-177, cat. 19;
– A. d'Agliano, in Settecento Europeo e Barocco Toscano nelle porcellane di Carlo Ginori a Doccia, catalogo della Mostra Galleria Lukacs & Donath a Roma, 16 novembre – 7 dicembre 1996, a cura di A. d'Agliano, Roma 1996, pp. 82-83, cat.56;
G. Mancini, in Porcellane Italiane della Collezione del Museo di Doccia. L'antica Manifattura Richard-Ginori di Sesto Fiorentino, Catalogo della mostra Shigaraki-chō, The Shigaraki Ceramic Cultural Park. The Museum of Contemporary Ceramic Art, 18 marzo – 20 maggio 2001 / Tokyo, Metropolitan Teien Art Museum, 16 giugno – 19 agosto 2001, a cura Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, Giappone 2001, p. 57;
L. Melegati, in Barocker Luxus Porzellan, catalogo della Mostra Lichtenstein Museum a Vienna, a cura di J. Kraeftner/ A. d’Agliano/ C. Lehner-Jobst, 9 novembre 2005 – 29 gennaio 2006, Monaco di Baviera 2005, pp. 339-340, cat. 254;
A. BIANCALANA, Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei marchesi Ginori. I primi cento anni, Firenze 2009;
R. BALLERI, Modelli della manifattura Ginori a Doccia. Settecento e gusto antiquario, Roma 2014, pp. 397-398, cat. 339;
A. Biancalana, in Emanuele d'Azeglio. Il collezionismo come passione, catalogo della Mostra Museo Civico di Palazzo Madama a Torino, a cura di C. Maritano, 2 dicembre 2016 – 6 marzo 2017, Cinisello Balsamo 2016, pp. 84-85, cat. 28.


Già collezione Pacini, venduta all'asta del 25 aprile 1892 tenuta a Firenze (p. 39, n. 324 del catalogo).

Bibliografia Morazzoni G.
Le porcellane italiane
Milano
Gorlich Editore
1960

Bibliografia Ginori Lisci L.
La porcellana di Doccia
Firenze
Cassa di Risparmio di Firenze
1963

Bibliografia Ravanelli Guidotti C.
Il ritorno di Amore e Psiche
Faenza: bollettino del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Faenza
Edit Faenza
2006
pp. 158-172

Bibliografia Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Bentini J. (a cura di)
Faïence. Cento anni del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Torino
Umberto Allemandi & C.
2008
p. 42, 204-205, n. 61

Bibliografia Balleri R.
Modelli della Manifattura Ginori di Doccia. Settecento e gusto antiquario
Roma
L’Erma di Bretschneider
2014
pp. 271-272, 284

Bibliografia Burzacchini P. G./ Emiliani G. P./ Morganti M. G.
Dizionario enciclopedico della ceramica. Storia, arte, tecnologia.
Firenze
Polistampa
2015-2017
V. I, p. 154

Bibliografia Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Casali C./ Mazzotti V. (a cura di)
Guida al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Misterbianco
EMIL edizioni
2016
p. 92

Bibliografia Amici di Doccia
La collezione del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Amici di Doccia – Quaderni
Firenze
Polistampa
2022
p. 31

Bibliografia Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Biancalana A. (a cura di)
Guida alle porcellane europee del 18.-19. secolo
Misterbianco
EMIL edizioni
2018
pp. 54-55

Bibliografia Alchimia Ginori
Balleri R./ Rucellai O. (a cura di)
Alchimia Ginori 1737-1896 : arte e tecnica in manifattura
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
2026
pp. 52-67, 103, n. 27

Altre opere in Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (9168)
Altre opere simili del sec. XVIII (10)
PatER