
teca
ritualità
Asia meridionale
Asia meridionale
legno assemblaggio/ pittura
terracotta modellatura/ pittura
n. 3165
Teca in legno in cui è inserita una stele votiva in argilla dipinta in oro, rosso, verde, e blu. L'immagine è protetta da un vetro
Funzione: religiosa
Il manufatto rappresenta divinità hinduiste. Utilizzato probabilmente per il culto domestico o per l'esportazione.
Il soggetto principale è una #trimurti#, in quanto tre sono le divinità raffigurate nell'argilla, una centrale dipinta in oro, con due piccole attendenti ai lati. Al suo fianco altre due divinità, una nei colori rosso e bianco, l'altra in blu e oro. Nella fascia sottostante sono presenti tre pannelli, raffiguranti, da destra a sinistra, una figura divina o regale reclinata su un letto e affiancata da due personaggi con scacciamosche; una processione ; una figura divina in meditazione.
La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise. La #trimurti# qui rappresentata non è quella classica, composta da #Agni#,#Indra#, e #Surya#, e nemmeno quella più nota, con #Brahma# a fare da punto di equilibrio tra #Vishnu#, che rappresenta la creazione del mondo, e #Shiva#, che ne rappresenta la distruzione. I soggetti, d'ispirazione #vishnuita# a giudicare dagli attributi, non sono tuttavia nettamente riconoscibili.
Bibliografia
Villa L.
I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna
Bologna
Bonomo
2018
Bibliografia
Dallapiccola A.L.
Induismo. Dizionario di storia, cultura, religione
Milano
Bruno Mondadori
2005
p. 267
Bibliografia
Gupte R.S.
Iconography of the Hindus Buddhists and Jains
Bombay
D.B. Taraporevala Sons & Co.
1992