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004363
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statua

004363
004363
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

statua

ritualità

Himalaya (?)

Himalaya(?)

metallo modellatura/ incisione

26,5 (a) 15,5 (la)
secc. XIX ultimo quarto – XX primo quarto

n. 3233

Statua in metallo di #bodhisattva# seduto su un seggio a forma di doppio fiore di loto.

Funzione: statua

Manufatto utilizzato con funzione rituale o eseguito per l'esportazione.

La figura rappresentata è senza dubbio un #bodhisattva# (trad. 'la cui essenza è l'illuminazione'), molto probabilmente #Maitreya#, ovvero il buddha futuro, se, come sembra, sopra la spalla destra, poggiante su un fiore di loto, è rappresentato un #kamandalu#, ovvero un vaso per l'acqua. Tuttavia rimane molto difficile identificare con precisione la figura rappresentata, che porta tutti i segni distintivi dei #bodhisattva#: la corona, i lunghi orecchini, e, più in generale, un notevole corredo di accessori personali. Il braccio sinistro, piegato verso l'alto e con il palmo della mano esposto verso l'esterno, appare in posizione detta #vitarkamudra#, o gesto dell'insegnamento (tipico elemento di Maitreya), mentre il braccio destro è allungato verso il basso, con il palmo rivolto verso l'esterno. Siede in #vajrasana#.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise.

Bibliografia Villa L.
I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna
Bologna
Bonomo
2018

Bibliografia Ricca F. (a cura di)
Arte buddhista tibetana dei demoni dell’Himalaya
Milano
Mondadori Electa
2004
p. 105

Bibliografia Celli N.
Buddhismo
Milano
Electa
2006

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