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004485
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sigillo

004485
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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

sigillo

abbigliamento e ornamenti del corpo

Asia sudoccidentale, cultura Sasanide

Asia sudoccidentale, cultura Sasanide

agata scavatura/ foratura

2 (a) 2 (la)
sec. III

n. 3623

Sigillo cilindrico in agata bianca, forato centralmente. Reca incisa la figura di uno zebù.

Funzione: sigillo per firmare

Sigillo per firmare con inchiostro o ceralacca.

I sigilli furono inizialmente prodotti tra Anatolia e Iran a partire dal IV millennio a.C., quando comparvero le prime matrici, che erano utilizzate come contrassegno nella mercatura. Dall'Asia occidentale e sudocccidentale si diffusero poi a Oriente e in Europa. Il manufatto in esame reca la foratura centrale già riscontrata in altri sigilli di epoca sassanide, periodo storico a cui il collezionista pare far afferire l'oggetto, e, in effetti, sia la specie dell'animale raffigurato, lo zebù, sia la rappresentazione di animali nei sigilli, può comprovare tale attribuzione.Il nucleo donato da Gabriele Romiti al Museo Civico Medievale di Bologna si presenta omogeneo per provenienza, i manufatti provengono infatti essenzialmente dall'Asia centro-meridionale, ma piuttosto eterogeneo per composizione. Sono infatti presenti gioielli, armi, strumenti musicali, e oggetti di uso comune originari di Afghanistan, India e Himalaya. Per quanto concerne i gioielli risulta piuttosto evidente la rassomiglianza di molti pezzi con quanto è stato esposto nella mostra 'Monili dell'Asia', organizzata nel 1963 a Roma dall'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente. La donazione, che in realtà sarebbe potuta essere più cospicua per ammissione dello stesso collezionista, fu il frutto di una cernita effettuata da due docenti universitari, fra i quali si ricorda Giovanni Verardi, inviati a compiere la scelta dal direttore del Museo Medievale del tempo, Dott. Cavalli (1987).

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