
ornamento personale
abbigliamento e ornamenti del corpo
produzione Isole Marchesi
fibra vegetale filatura/ intreccio/ legatura
capelli taglio/ acconciatura/ legatura
n. 380
Oggetto costituito da 99 ciuffi di capelli umani di cui l'estremità tagliata è avvolta da un sottile filo vegetale per mezzo del quale è fissata ad una treccia a mò di "spina di pesce" fatta dello stesso materiale. Le due estremità della treccia sono legate ad un cordino realizzato con una fibra vegetale diversa per materia prima, lavorazione e colore.
Funzione: ornamento personale
Poteva ornare varie parti del corpo, forse era usato durante i combattimenti.
In letteratura si legge che quando si doveva realizzare questo ornamento per un bambino sacro, si usavano i capelli degli zii #pahupahu#(lo zio materno e la zia materna).Venivano tagliati da uno specialista che li avvolgeva in piccoli ciuffi, li legava insieme con foglie e li cuocva in un forno di pietre riscaldate. I ciuffi di capelli ricci venivano poi attaccati ad una treccia di fibre vegetali le cui estremità servivano per allacciare la decorazione al corpo. Potevano anche essere usati capelli di nemici. Sempre in letteratura si evince che questi ornamenti potevano essere indossati da uomini e donne durante festività. Cook in uno dei suoi scritti dice che "indossavano anche fasci di capelli umani attorno alle gambe o alle braccia". Altri aggiungono che potevano essere indossati anche su ginocchia e cosce.L'oggetto è stato donato al Museo dall'astronomo Pietro Tacchini. Tacchini, (Modena 1838 – Spilamberto 1905), condusse gli studi universitari a Modena ove si laureò in ingegneria a soli 19 anni e si perfezionò poi studiando presso l'Osservatorio astronomico di Padova. Fu direttore sostituto dell'Osservatorio di Modena dal 1859 al 1863, anno in cui decise di spostarsi a Palermo ove fu direttore del locale Osservatorio. Nel 1879, alla morte di Padre Angelo Secchi fu nominato come suo successore nella direzione dell'Osservatorio al Collegio Romano. Tacchini fu uno scienziato particolarmente attivo, si occupò di astrofisica solare, di meteorologia e geodinamica, le sue osservazioni spettroscopiche insieme alle attività del Secchi (con cui fondò la Società degli Spettroscopisti Italiani) contribuirono fattivamente alla nascita dell'astrofisica italiana. Tra il 1870 e il 1900 partecipò a numerose spedizioni italiane per l'osservazione delle principali eclissi solari del periodo, spostandosi dall'India al largo dell'Oceano Indiano, soggiornò in Egitto, attraversò gli oceani Atlantico e Pacifico fermandosi nelle Isole Marchesi, a Tahiti e nelle Hawaii. Partecipò anche ad una spedizione nelle Piccole Antille, ad una in Russia e ad una in Algeria. Nel corso degli anni rimase comunque in contatto con la città natale, in particolar modo con il Museo Civico con cui collaborò attivamente incrementandone le collezioni, sia attraverso gli oggetti reperiti durante i viaggi che a seguito di scambi.Le raccolte etnografiche, composte da oggetti e da un fondo fotografico, sono testimonianza degli interessi eclettici dello scienziato, incuriosito anche dagli aspetti etnografici dei paesi visitati durante le molteplici spedizioni astronomiche che ne costituivano l'interesse scientifico principale.
Bibliografia
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