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004591
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base per idolo

004591
004591
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

base per idolo

ritualità

Asia del sud

ambito indiano

bronzo battitura/ forgiatura/ fusione

cm
4,4 (a) 8 (la)
altezza seconda base : 13,2
sec. XVIII

n. 3187

Due base ottagonali sostenute da otto piedini ciascuna. Una presenta alcune decorazioni geometriche (rombi), mentre l'altra ne è priva ma ha conservato l'aureola atta a incorniciare un idolo mancante. L'aureola è decorata con grossolani motivi zoomorfi e fitomorfi intersecati.

Funzione: religiosa

L'alzatina presente su ognuna delle due basi può ospitare un solo idolo.

Il vero soggetto di entrambi i manufatti, l'idolo, manca dalle rispettive sedi, sulle basi. L'aureola che avrebbe dovuto incorniciare una delle due figure divine è mancante, mentre quella presente, inserita precariamente sulla base riproduce decorazioni fitomorfe (fiori e foglie) e un piccolo ma riconoscibile serpente (naga) a cinque teste, sovrastato da un fiore di loto.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise.I #naga# (serpenti) sono associati tradizionalmente a molte divinità hindu, buddhiste e jaina. Nelle raffigurazioni #Parshvanatha#, il ventitreesimo profeta del #jainismo#, il Buddha e #Vishnu# sono riparati dalle teste di un naga.

Bibliografia Gupte R.S.
Iconography of the Hindus Buddhists and Jains
Bombay
D.B. Taraporevala Sons & Co.
1992

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