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Inv_0694_Saliera_foto_orig_M_Bertoni
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saliera con coperchio

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

saliera con coperchio

Africa, Sierra Leone

Africa, Sierra Leone

avorio scultura

cm
24 (a) 9,8 (d)
secc. XV/ XVI, fine/ inizio

n. 0694

Saliera con coperchio Afro-Portoghese. Coppa in avorio scolpito con piede a tronco di cono e tazza con coperchi sferici. La coppa è ricavata da un unico pezzo di avorio e presenta, a rilievo sul piede fra figure umane e tre animali disposti alternativamente sovrastati da tre serpenti. Sul coperchio un quadrupede con una figura femminile sdraiata sul dorso e due figure sedute con le gambe ratratte completamente mancanti del corpo. Il gruppo sul coperchio risulta staccato e restaurato oltre che mancante di molte parti: le braccia della donna sdraiata e la parte superiore del corpo delle donne accosciate. La superficie della base e del recipiente sono scolpite a fasce a spirale divise da file di granuli. Nel catalogo cospiano l’oggetto è descritto come “Calice antico di avorio con suo coperchio, e figurato”.

Funzione: contenitore per sale

Come i cucchiai delle collezioni medicee, le saliere della corte degli Asburgo, gli olifanti dei re africani dei musei di Berlino, Dresda e Liverpool, la saliera è riconducibile alla tipologia di opere identificate come "avori afro-portoghesi", opere realizzate da artisti africani su committenza dei mercanti d'arte europea. Fu prodotta presso la popolazione Sapi (Sierra Leone), tra il XV e il XVI secolo. Gli artisti si basavano su motivi decorativi derivati dalla cultura europea di quel periodo. Le saliere erano oggetti di lusso, da esibire sulle mense dei potenti, questo spiega la presenza di elementi fragili e sporgenti che le abbellivano, ma le rendevano poco maneggevoli. La loro provenienza esotica, come in questo caso, ne faceva anche oggetti da collezione. L’ignoto autore ha utilizzato, oltre alla decorazione a granuli, i tipici motivi animali (cani e serpenti) di derivazione locale, accostati ad un insolito tema: una strega in volo su un caprone, probabilmente su richiesta della committenza portoghese che immetteva le saliere sul mercato europeo. Questo tema, ampiamente trattato dagli artisti europei, da Altdorfer a Dürer a Baldung Grien, era probabilmente noto attraverso la circolazione di stampe e incisioni degli artisti stessi. E. Bassani, nel testo "Scultura africana nei musei italiani", individua tre principali regioni dell'Africa occidentale da cui provengono gli antichi avori afro-portoghesi: la Sierra Leone, il Benin e l'antico Regno di San Salvador in Congo e Angola. Questi oggetti che trovavano posto nelle raccolte d'arte e curiosità del Rinascimento e del Seicento, sono poi confluiti nei musei pubblici. La saliera proviene dalle Collezioni Universitarie. Ha partecipato a numerose esposizioni tra cui: "Lavori in osso e avorio", Bologna 1959 e "Africa, capolavori da un continente", Torino, 2003.

Bibliografia Fagg W.
African Art, Afro-Portuguese Ivories
London
Batchworth Press
1959

Bibliografia Leiris M./ Delange J.
Africa nera La creazione plastica
Milano
Feltrinelli
1967

Bibliografia Bassani E.
Scultura africana nei musei italiani
Bologna
Calderini
1977

Bibliografia Bassani E.
Africa, capolavori da un continente
Firenze
2003

Bibliografia Pettazzoni R.
Avori scolpiti africani in collezioni italiane contributo allo studio dell’arte di Benin
Roma
Calzone
1912

Bibliografia Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghislardi-Fava
Bologna
pubblicazione del Comune di Bologna
1987
pp. 79-80

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