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AUJ 135_Inv. 4916 (1)_Lipparini 2024_CD MM 119
AUJ 135_Inv. 4916 (1)_Lipparini 2024_CD MM 119

xilografia policroma

AUJ 135_Inv. 4916 (1)_Lipparini 2024_CD MM 119
AUJ 135_Inv. 4916 (1)_Lipparini 2024_CD MM 119
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

xilografia policroma

stampa

Giappone

Utagawa Hiroshige (Disegnatore)
1797-1858

carta xilografica

mm
340 (a) 237 (la)
1845-1846

n. 4916

La stampa ritrae un episodio tratto dalla storia dei fratelli Soga, Tokimune Goro (1174-1193) e Sukenari Juro (1172-1193). Nel 1193 per vendicare l'assassinio del loro padre Sukeyasu da parte di Kudo Suketsune (1147-1193), samurai al servizio di Minamoto no Yoritomo (1147-1199), i due fratelli, dopo aver atteso diciotto anni, lo uccisero. Nel XII secolo in Giappone i due potenti clan Taira e Minamoto erano in lotta; nel 1185 i Minamoto ebbero la meglio con il loro leader Minamoto no Yoritomo, che assunse il titolo di shogun. La vendetta dei due fratelli, venne compiuta durante la caccia detta Fuji no Makigari e si trasformò in un vero e proprio massacro. Juro Sukenari perse la vita dopo aver lottato contro innumerevoli samurai mentre Goro Tokimune, dopo essere stato catturato in un'imboscata, venne processato dallo shogun Minamoto no Yoritomo. Al termine dell'interrogatorio, quando sembrava che, grazie alla dimostrazione del suo coraggio, lo shogun lo avrebbe fatto diventare un suo fedele servitore, per evitare possibili vendette da parte dei figli di Kudo Suketsune, decise invece di giustiziarlo. Nella stampa i due fratelli a cavallo con le spade sguainate stanno andando a compiere la loro vendetta; sulla loro veste compare il mon (stemma) del clan Ito, di cui anche il loro padre faceva parte.

Funzione: decorativa

I nomi dei due fratelli sono riportati in due cartouche vicino ai cavalli; in quello dietro al cavallo nero è scritto "Goro Tokimune" mentre in quello sotto il ventre del cavallo chiaro è scritto "Turò Sukenari. Nel cartouche a destra si legge "Togamigahara", nome della località raffigurata. Sul fondo si vede l'esercito di Suketsune, il cui nome è riportato in un piccolo cartouche al centro a sinistra mentre, in quello accanto, c'è quello di Yoshitoki. Il testo calligrafato nella parte alta, è di Ryukatei Tanekazu (1807-1858) (cat. 19). Il suggestivo paesaggio notturno sullo sfondo testimonia le eccezionali capacità paesaggistiche per le quali Hiroshige era celebre. Di grande qualità è anche la resa dei due fratelli a cavallo in primo piano, colti in un momento di determinazione con le spade sguainate, e quella dei due destrieri al galoppo, uno nero e uno chiaro, un'opposizione, questa, ricorrente nell'arte non solo orientale.

La collezione di arte asiatica di Norman Jones è stata donata al Museo Civico Medievale dalla figlia Ruth nel 2023. Nel 2021 Mrs. Ruth Jones aveva avviato i primi contatti con il Museo Civico Medievale per verificare la disponibilità dell'ente a ricevere in donazione i centocinquanta pezzi che formavano l’importante raccolta con esemplari originari del Giappone, della Cina e dell’India, formata a suo tempo dal padre. Norman Jones (1903-1985), eclettico collezionista inglese nato in Africa ma trasferitosi ancora bambino in Inghilterra con la madre e un tutore che operava in India nell’ambito delle missioni entrò pertanto in contatto fin dalla più tenera età con reperti di artigianato africano e asiatico. Frequentò in seguito l’università di Cambridge, presso la quale conseguì la laurea in letteratura inglese, e nella città universitaria inglese iniziò a frequentare botteghe di antiquari. Una in particolare, gestita da un certo Whitaker, diventò un suo punto di riferimento per acquistare opere d'arte; nel contempo strinse amicizia con Roy, compagno di studi universitari spesso in Giappone, paese da cui porterà in dono a Jones oggetti d’arte per incrementare la sua collezione. Giunto ad Harrogate, nello Yorkshire, iniziò la professione di docente di scuola e gli oggetti amati e collezionati finirono per arredare gli spazi della sua casa: le miniature indiane, donate al Museo Civico Medievale, erano appese nello studio del collezionista; il corredo da geisha sul davanzale della finestra della camera da letto della figlia Ruth, e così via.

Bibliografia D’Apuzzo M.G., Gamberi G., Medica M., Villa L. (a cura di)
Prospettive d’Oriente: la collezione Norman Jones al Museo Civico Medievale di Bologna
Milano
Silvana Editoriale
2024

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