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mobiletto

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

mobiletto

arredi e suppellettili

Cina

legno laccato doratura/ laccatura

legno modellatura/ assemblaggio

h. cm 9,8; largh. cm 46,3; prof. cm 32,2; h. cm 49,6 x 45,7 x 31,8.
sec. XVIII

n. 4125

«Lo stipo è fornito di due sportelli. All’interno sono collocati vari cassetti dei quali uno ha la medesima larghezza del mobile ed altri otto più piccoli sono disposti su due file. Le finiture metalliche dorate sono cesellate finemente e sono situate al centro della facciata, due per lato con funzione di cerniera e otto sugli spigoli. Ai lati sono manici di ferro. Lo stipo possiede quattro piedi sagomati. All’interno e all’esterno delle porte, sui cassetti e sulla parte superiore del mobile ci sono quattro piedi sagomati. All’interno e all’esterno delle porte, sui cassetti e sulla parte superiore del mobile ci sono bassorilievi in lacca d’oro con case, capanne, alberi, rocce su isole, ponti, uccelli che volano, etc. Le due parti laterali recano disegni floreali. Complessivamente si trova in buono stato di conservazione, anche se in qualche punto la lacca e caduta» (Eiko Kondo).

Funzione: decorativo-funzionale

Luigi Frati, nel 1882, all'interno della Guida al Museo Civico fa riferimento a oggetti simili inseriti nella vetrina G della Sala XIV del Museo: «Stipetti giapponesi ed oggetti vari esotici». Anche la Guida al Museo Civico compilata nel 1923 da Pericle Ducati, il mobiletto è collocato nella sala XV del Museo (la stessa indicata nella precedente pubblicazione), insieme ad analoghi esemplari non riscontrati durante la campagna del 2022: «Riempiono per gran parte la vetrina quattro bei stipi di lacca con scene figurate a doratura». Eiko Kondo, che realizzò schede d'inventario al principio degli anni Novanta del Novecento, fornisce ragguagli sulla natura delle produzioni di mobili di questo tipo: «Nel periodo Momoyama (1573-1614) il mobile in lacca divenne uno degli oggetti più esportati in Europa; nella seconda metà del ‘600 sia i cinesi che i giapponesi fabbricavano mobili per l’esportazione, ma le notevoli somiglianze delle esecuzioni ne rendevano difficile l’identificazione. Il nostro stipo ha tutte le caratteristiche dei mobili di quel periodo, sia nella fattura sia nei disegni. Un esemplare simile, che è del periodo K’ang-hsi (1662-1722) con supporto fabbricato a Berlino, si trova nel Staatlische Schsser un Garten di Berlino (M. Jarry, Chinoiserie, Suisse, 1981, p. 164)».

Bibliografia Frati L.
Guida del Museo civico di Bologna. Sezione medievale e moderna
Bologna
Regia Tipografia
1882
11

Bibliografia Ducati P.
Guida del Museo Civico di Bologna
Bologna
Merlani
1923
197

Bibliografia Pelagio Palagi artista e collezionista
Bologna
Grafis Edizioni
1976

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