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004413
004413

vassoio

004413
004413
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

vassoio

arredi e suppellettili

Asia meridionale

Asia meridionale

rame modellatura/ incisione/ niellatura/ doratura

cm
35 (la) 20,3 (l)
sec. XIX

n. 3272

Vassoio di forma rettangolare con bordo estroflesso e scalinato. Dorato, presenta incisioni decorative su tutta la superficie interna, ornate con la tecnica della niellatura, soprattutto di carattere fitomorfo e antropomorfo.

Funzione: decorativa

Vassoio con impressioni decorative.

La superficie del manufatto è decorata tramite incisione a bulino di elementi fitomorfi nella parte esterna, in modo particolare rami frondosi. Il soggetto principale, raffigurato centralmente, rappresenta invece un colloquio tra uomini, musulmani a giudicare dallo stile del vestiario. I soggetti sono inseriti in una cornice dal profilo frastagliato da cui si dipartono elementi che terminano in teste zoomorfe. Sono riconoscibili diversi animali: cavalli, felini, e uccelli. Attorno alla scena principale sono raffigurati altri uomini e donne occupati in varie attività.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise. La produzione artigianale di manufatti ornamentali in metallo era realizzata su lamine lavorate per mezzo di due tecniche, l'incisione e la decorazione a sbalzo. Poi, per eliminare le piccole imperfezioni – legate a una metodologia che sovente non prevedeva il disegno delle forme prima della realizzazione grazie all'abilità degli artigiani – gli artigiani cesellavano i manufatti e ne levigavano la superficie.

Bibliografia Mukharji T.N.
Art Manufactures of India
New Delhi
Navrang
1974

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