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004417
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piatto

004417
004417
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

piatto

arredi e suppellettili

Asia meridionale

Asia meridionale

rame modellatura/ incisione/ sbalzo

32 (d)
sec. XIX

n. 3271

Piatto o vassoio circolare decorativo, con orlo frastagliato e in rilievo. Sulla superficie interna presenta incisioni molto ravvicinate e fitte.

Funzione: decorativa

Piatto con incisioni decorative.

Il manufatto presenta incisioni di carattere calligrafico che si sviluppano da un cerchio o rosone centrale, per poi aprirsi a raggiera fin quasi al bordo, da cui i raggi, derivati anch'essi da stilizzazioni calligrafiche che assumono fattezze fitomorfe, sono divisi tramite una fascia circolare continua di linee intersecate fra loro a formare un motivo a rombi.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise. La produzione artigianale di manufatti ornamentali in metallo, era realizzata su lamine lavorate per mezzo di due tecniche, l'incisione e la decorazione a sbalzo. Poi, per eliminare le piccole imperfezioni – legate a una metodologia che sovente non prevedeva il disegno delle forme prima della realizzazione grazie all'abilità degli artigiani – gli artigiani cesellavano i manufatti e ne levigavano la superficie.

Bibliografia Mukharji T.N.
Art Manufactures of India
New Delhi
Navrang
1974

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