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004581
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statua

004581
004581
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

statua

[murti]

ritualità

Himalaya

Himalaya

bronzo fusione a stampo

65 (a) 27 (la) profondità base 17 (p)
sec. XIX

n. 3236

Divinità in bronzo composto da più elementi con basamento quadrangolare a scalini. Oltre alla figura principale sono presenti due figure antropomorfe e un aureola formata da foglie e fiori mancanti delle pietre vitree che rappresentano il loro gineceo, come dimostra il fiore all'altezza del fianco sinistro dell'idolo.

Funzione: rituale

Narasimha (uomo-leone), quinto #avatar# (discesa in terra) del dio hindu Vishnu, è qui raffigurato classicamente come un uomo con la testa di leone incoronata. L'idolo ha quattro braccia, due verso l'alto – una mano tiene la conchiglia di strombo, #shankha#, un'altra un gioiello, #ratna# – mentre altre due sono allungate in avanti. A fianco del soggetto sono presenti due figure antropomorfe, un giovane e una donna in #anjali-mudra#, posa caratteristica delle figure minori.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti donati dal conte Francesco Pizzardi, che aveva soggiornato in India nel 1877, e dal signor Pellegrinelli. Riguardo a queste donazioni non si hanno purtroppo notizie più precise.La raffigurazione tipica di Narasimha con a fianco il giovane Prahlada e la madre, che secondo il mito evocarono il dio Vishnu per liberarli dalla persecuzione del padre Hiranyakashipu, di solito presenta anche quest'ultimo. Non sono presenti tuttavia segni evidenti di rottura che ne giustifichino la mancanza.

Bibliografia Gupte R.S.
Iconography of the Hindus Buddhists and Jains
Bombay
D.B. Taraporevala Sons & Co.
1992

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