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dopo il restauro
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004624
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statuetta

dopo il restauro
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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

statuetta

[murti]

abbigliamento e ornamenti del corpo

Asia del sud

ambito indiano

marmo scultura/ pittura

cm
12,3 (a) 7,4 (la)
sec. XX inizio

n. 3170

Statua che raffigura il dio #Surya#, divinità del pantheon hindu, seduto su un basamento in cui è raffigurato anche un carro a due ruote trainato da un cavallo. L'idolo, durante la produzione, è stato colorato e abbellito da una doratura applicata sulla sua superficie. I colori utilizzati sono il rosso, il giallo e il blu, di cui si conserva qualche traccia residuale.

Funzione: adorazione religiosa/ornamento

Statue del genere riproducono le analoghe figure templari, che hanno scopi religiosi e ornamentali. Nello specifico, Surya, dio analogo all'Helios greco. In India è adorato con il #gayatri mantra#, il più sacro dei mantra pronunciati dai brahmani durante le abluzioni quotidiane.

#Surya# è qui rappresentato seduto nella posizione del loto e con quattro braccia, due appoggiate sulle gambe, due rivolte verso l'alto. Tutte e quattro le mani sono occupate da oggetti (dall'alto verso il basso in senso orario): due fiori di loto aperti, un oggetto non riconoscibile, e un rosario o #akshamala#. In testa porta una corona dorata, come gli accessori: i braccialetti ai polsi e sulle braccia, e la lunga collana. La parte posteriore della statua non presenta particolarità significativa. Il carro trainato dal cavallo e la tipica monta, #varaha#, di Surya.

La collezione orientale fu raccolta nel 1902-1903 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti tramite il lascito al Comune da parte di Agostino Sieri Pepoli, negli anni venti, e ancora prima, nel 1908, grazie all'acquisto di statue budhiste dalla signora Pellegrinelli. #Surya# è il di hindu del sole. Si muove nei cieli per mezzo di un carro d'oro trainato da un cavallo a sette teste, #Uchchaihshravas#. Gli elementi che contraddistinguono le raffigurazioni di #Surya# sono: il fiore del loto, la conchiglia di strombo, #shakha#, la ruota, #chakra#. Specie il fiore di loto caratterizza in genere la provenienza. Fiori aperti nello stile proprio dell'India del Nord, fiori semi-aperti per l'India del Sud. Per tale ragione si può ipotizzare che il soggetto del Museo Civico Medievale provenga dall'India del Nord. Ugualmente, il carro di #Surya# ha di solito una sola ruota ed è guidato da Aruna. Entrambi i particolari non corrispondono quindi all'iconografia tradizionale.

Bibliografia Villa L.
I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna
Bologna
Bonomo
2018

Bibliografia Mukharji T.N.
Art Manufactures of India
New Delhi
Navrang
1974

Bibliografia Gupte R.S.
Iconography of the Hindus Buddhists and Jains
Bombay
D.B. Taraporevala Sons & Co.
1992

Bibliografia Dallapiccola A.L.
Induismo. Dizionario di storia, cultura, religione
Milano
Bruno Mondadori
2005

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