
1767/ 1808 post
flauto traverso in Reb alto
n. 1812 A
In tre pezzi: testata, corpo con sei fori per le dita, piede con la chiave Mib. Il corpo ha tenoni da entrambi i lati; le mortase corrispondenti nella testata e nel piede sono tornite con lievi rigonfiamenti. I due rigonfiamenti e l'uscita sono provvisti di anelli di corno. Il tappo di corno ha la semplice forma d'un coperchio montato su un tenone all'ingresso del tubo. La cameratura è conica rovescia con un leggero allargamento nel piede.
La chiave è di ottone. Il piattino è rotondo, piatto, fatto in un solo pezzo con la leva e ha una guarnizione in forma di cuscinetto conico di piombo avvitato. La paletta ha la forma di ventaglio. Il supporto è nel rigonfiamento del piede. La molla è di acciaio, stretta nel legno del tubo con un piattino di ottone, e non è attaccata alla paletta. Il foro della chiave è rivestito di ottone.
I flauti sono aerofoni in cui il flusso d'aria è diretto contro lo spigolo di un'apertura situata nella parte iniziale del tubo. Esistono nel mondo numerose specie di flauti. In Europa sono da distinguere principalmente – laddove si prescinde da certi flauti di natura etnica o popolare – due tipi: i flauti dolci e quelli traversi.
I flauti traversi sono flauti che il suonatore tiene in posizione più o meno orizzontale, quindi trasversale rispetto al suo corpo. Il foro d'imboccatura è laterale e ha uno spigolo aguzzo, contro cui il suonatore dirige direttamente il fiato. Sino alla metà del secolo XVII il corpo del flauto ha sei fori laterali per le dita. Per quanto sia possibile accertare, la cameratura in questo periodo è più o meno cilindrica. Sino al secolo XVI il flauto è normalmente costruito in un solo pezzo. Tra l'ingresso del tubo e il foro d'imboccatura dei flauti traversi è sempre inserito un sughero spostabile che garantisce l'intonazione giusta dei suoni.
Il flauto traverso, come tipo, proviene anch'esso dall'oriente e penetrò in Europa attraverso l'impero bizantino, l'Ungheria, la Boemia, poi la Germania, da dove fu introdotto più tardi nei paesi del meridione e dell'occidente. La prima menzione del flauto traverso in Germania è del secolo XII (Herrad von Landsberg, Hortus Deliciarum). Fuori della Germania lo strumento mantiene sino al secolo XVIII il nome di flauto alemano, fiùte allemande, German flute, ecc.
Intorno al 1730 iniziò in Francia la produzione di flauti piccoli all'ottava superiore dei flauti "normali". Vent'anni più tardi lo strumento si diffuse anche in altri paesi. Inizialmente fu prescritto solo nell'orchestra dell'opera, ma dall'inizio dell'Ottocento fu introdotto anche nell'orchestra sinfonica, di cui fa parte ancora oggi. Si tratta d'uno strumento traspositore all'ottava superiore.
Gli strumenti da banda sono quasi tutti traspositori, generalmente in Mib e Sib, ad ogni modo in tonalità con bemolli. Per l'uso della banda sono costruiti soprattutto i flauti seguenti:
in Reb (traspositore d'un semitono)
in Mib (traspositore d'una terza minore)
in Lab (traspositore d'una sesta minore)
in Sib (traspositore d'una settima minore)
in Reb alto (trospositore d'una nona minore)
in Mib alto (traspositore d'una decima minore)
Lo strumento nctn 00000016 è in Mib, quello analizzato nella presente scheda in Reb alto, l'nctn 00000019 in Mib alto.Per questi strumenti la vecchia nomenclatura è un poco differente. Non vi era indicato il suono della diteggiatura Do, bensì il fondamentale. Il fondamentale d'un flauto normale senza chiavi d'estensione è Re. Con un flauto in Mib questo Re suona come Fa. Quindi, secondo la vecchia nomenclatura il flauto in Mib era chiamato flauto in Fa. Questo spiega il marchio "F" su nctn 00000019.
Ermenegildo Magazari – o Magazzari, come figura il cognome nella maggior parte dei documenti – nacque a Bologna il 2 luglio 1767. Fu attivo a Bologna come costruttore di flauti traversi, oboi, claninetti, fagotti e eorni bassi per lo meno dal 1792 al 1808. Dal 1805 al 1808 abitava in strada Castiglione 416. Dopo il 1808 deve aver lasciato Bologna, e dopo questa data di lui non ci sono più tracce. La data della sua morte è sconosciuta (Bennardini 1987-88). Come abbiamo visto a questo proposito, il Magazari talvolta applicò piattini con cuscinetti conici di piombo, generalmente ribaditi al piattino. In questo caso il piombo è avvitato alla paletta.
Bibliografia
Esposizione internazionale
Esposizione internazionale di musica in Bologna 1888. Catalogo ufficiale
Parma
1888
p. 58
Bibliografia
Cervelli L.
Comune di Modena. Mostra di antichi strumenti musicali. Teatro Comunale 1963-64
Modena
1963
p. 9, n. 7
Bibliografia
Van der Meer J.H.
Strumenti musicali europei del Museo Civico medievale di Bologna
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1993
p. 47
Tipologia: marchio
Identificazione: Ermenegildo Magazari
Posizione: sul corpo tra i fori III e IV
Descrizione: stella a otto punte/ MAGAZARI/ fiore a cinque petali
Tipologia: marchio
Identificazione: Ermenegildo Magazari
Posizione: sulla testata
Descrizione: stella a otto punte/ MAGAZARI/ due fiori a cinque petali/ BOLOGNA/ fiore a cinque petali