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Sala 3: gli amici di Padre Martini (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
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Sala 5: libri per musica e strumenti sec. XVI-XVII (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Sala 5: libri per musica e strumenti sec. XVI-XVII (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
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Sala 8: libri per musica e strumenti, sec. XVII-XIX (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Sala 8: libri per musica e strumenti, sec. XVII-XIX (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Museomusicabosala2
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Museomusicabosala9
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Bologna

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

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Sala 3: gli amici di Padre Martini (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Sala 3: gli amici di Padre Martini (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
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Sala 5: libri per musica e strumenti sec. XVI-XVII (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Sala 5: libri per musica e strumenti sec. XVI-XVII (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
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Sala 8: libri per musica e strumenti, sec. XVII-XIX (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Sala 8: libri per musica e strumenti, sec. XVII-XIX (foto Studio Pym Nicoletti/Studio Cesari)
Museomusicabosala2
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Museomusicabosala9
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Strada Maggiore, 34 – Bologna (BO)
Tel. 051 275 7711
Email: museomusica@comune.bologna.it

Il Museo internazionale e biblioteca della musica ha sede nel centro storico di Bologna all'interno del prestigioso Palazzo Sanguinetti. L'edificio è stato riaperto al pubblico dopo un lungo e attento restauro, che ha riportato all'originario splendore gli affreschi interni realizzati tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Il piano nobile del Palazzo ospita le nove sale del percorso espositivo, che ripercorrono circa sei secoli di storia della musica europea con oltre un centinaio di dipinti di illustri musicisti, più di ottanta strumenti musicali antichi ed un'ampia selezione di documenti storici di grande valore: trattati, volumi, libretti d'opera, lettere, manoscritti, partiture autografe, provenienti dal lascito di Padre Giambattista Martini. Il museo ospita inoltre, al piano terra, la fedele ricostruzione del laboratorio del famoso liutaio bolognese Otello Bignami, donato dagli eredi, e la biblioteca con sale di lettura e studio dedicate e dispone di laboratori didattici, di un'area eventi e di uno spazio mostre temporanee.

Il percorso museale si apre tra le "lussureggianti" decorazioni della sala detta Boschereccia, con alcune opere simboliche che servono da prologo al visitatore che si appresta a compiere il viaggio all'interno dell'universo musicale. Le sale 2 e 3 sono dedicate al padre spirituale del nuovo museo, ritratto in un ovale di Angelo Crescimbeni: quel Giambattista Martini, il cui prezioso lascito morale, intellettuale e materiale, viene qui celebrato e fatto conoscere al grande pubblico. In particolare nella sala 3 si illustrano i rapporti tra Padre Martini e le personalità di spicco del mondo musicale dell'epoca quali il giovane Mozart o Johann Christian Bach, raffigurato in un celebre ritratto di Gainsborough. Nella stessa sala è possibile ammirare anche i famosi Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi.Si prosegue, quindi, nella sala 4 ("L'idea della Musica") dedicata ai teorici musicali dal '400 al '600, con importanti esempi di trattati musicali, con i ritratti dei rispettivi autori e alcuni strumenti musicali di grande importanza come il clavicembalo omnitonum (un pezzo unico) di Vito Trasuntino (Venezia 1606). Alcuni tra i pezzi più rilevanti sono esposti nella successiva Sala delle Arti (sala 5) dedicata ai "Libri per musica e strumenti dei secoli XVI e XVII". Custoditi dentro modernissime vetrine circolari, collocate al centro della stanza ad assecondare il ricco decoro della pavimentazione, si possono ammirare testi rarissimi di fine Quattrocento fino ad arrivare al famoso Harmonice musices Odhecaton A., primo libro musicale a stampa, realizzato da Ottaviano Petrucci. Quindi gli strumenti: i liuti; l'armonia di flauti di Manfredo Settala del 1650, che rappresenta un vero e proprio unicum; le pochette, piccoli violini utilizzati come strumento dai maestri da ballo; e poi le ghironde, i serpentoni e la serie straordinaria di corni e cornetti del XVI e XVII secolo; infine uno strumento di scena singolarissimo, come la Tiorba in forma di khitára. L'opera italiana diventa protagonista nelle sale successive. Dapprima il Settecento nella sala 6, dedicata al celebre cantante Carlo Broschi detto Farinelli: il suo bellissimo ritratto dipinto da Corrado Giaquinto domina la sala, assieme ai ritratti di castrati di varie epoche e di compositori del tempo, tra tutti Antonio Vivaldi e Domenico Cimarosa. Nella sala 7 l'Ottocento e Gioachino Rossini, il cui nome è indissolubilmente legato a Bologna: ritratti, busti, libretti delle prime recite di Isabella Colbran, cantante e sua prima moglie, la partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia, ma anche effetti personali curiosi, come la vestaglia da camera o il parrucchino, nonché il pianoforte a coda realizzato nel 1844 da Camille Pleyel, che gli appartenne. Il percorso prosegue, attraverso i secoli, gli usi e le mode musicali, nella sala 8 dedicata ai "Libri per musica e strumenti nei secoli XVIII e XIX": viole d'amore e flauti traversi affiancati alle partiture composte da Torelli, Vivaldi, Bertoni, ecc. e poi i clarinetti e il bellissimo Buccin realizzato a Lione da Jean Baptiste Tabard (1812-1845).

Pubblicazioni e cataloghi Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 13.

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Musica, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 29.

Pubblicazioni e cataloghi Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Guida al percorso espositivo, Bologna, 2004.

Pubblicazioni e cataloghi Van der Meer J.H., Strumenti musicali europei del Museo Civico Medievale di Bologna con Appendici dei Fondi strumentali delle Collezioni Comunali d’Arte, del Museo Davia Bargellini e del Civico Museo bibliografico musicale, Bologna, 1993.

Storia dell’edificio Il nucleo originario del Palazzo, agli inizi del XVI secolo, apparteneva alla famiglia Loiani. Nel 1569 l'edificio fu acquistato dai fratelli Riario, famiglia imparentata con i della Rovere, e fu ricostruito e ampliato secondo i criteri di grandiosità e fasto allora imperanti tra le famiglie più in vista: le singole abitazioni furono unite in una struttura unitaria e si impostò probabilmente allora lo scalone scenografico che tuttora caratterizza l'edificio. Nel 1796, il palazzo fu concesso in enfiteusi al conte avvocato Antonio Aldini, il quale effettuò un intervento strutturale importante: nel 1798 incaricò l'architetto G.B. Martinetti (1774-1830) di rimodernare il palazzo, aggregandovi parte di una casa confinante con la torre che era stata degli Oseletti. Si decise allora di abbassare e dividere in due stanze il grande salone cinquecentesco che si trovava in corrispondenza delle due sale più ampie dell'attuale Museo, il vestibolo, o Sala delle Virtù, e la Sala delle Feste. A seguito della caduta di Napoleone e della rovina economica di Aldini il palazzo fu venduto al nobile cubano don Diego Pegnalverd e successivamente, nel 1832, al celebre tenore Domenico Donzelli, il quale qui ospitò per un periodo Gioachino Rossini. Nel 1870 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Sanguinetti, alla quale si devono le più recenti decorazioni nella parte dell'edificio destinata a biblioteca. Nel 1986 l'ultima erede, la signora Eleonora Sanguinetti, ha donato al Comune di Bologna la gran parte dell'edificio perché fosse destinato a museo musicale e biblioteca.

Dati specifici Classe: Tematico e/o specializzato

Dati specifici Sottoclasse: Arti dello spettacolo (cinema, danza, musica, lirica, teatro di figura, teatro di prosa)

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)

Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa

Beni Demoetrnoantropologici (63)
Opere e Oggetti d'Arte (151)

Dove si trova

Strada Maggiore, 34
Bologna (BO)
PatER