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14582046
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console

14582046
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Via Garibaldi, 18 – Imola (BO)

Bassi Angelo

notizie 1818

console

legno di noce/ impiallacciatura,
marmo,
bronzo
cm.
92(a) 119(la) 61(p)
sec. XIX (1818 – 1818)

n. 813

Con quattro gambe a colonna con basi e capitelli in bronzo dorato, che poggiano su base rettangolare. Piano in marmo grigio.

La console si può identificare con il "tavolino a muro con n° quattro colonne intere, pradella, marmo sul piano" citato nel contratto datato 26 ottobre 1818 con cui l'ebanista faentino Angelo Bassi si impegna a realizzare i mobili "eseguiti di noce, lustrati a vernice colorata con filettature di bronzo e dove queste non sono praticabili di legno dorato con riporti di bronzo, maniglie simili, capitelli, basi, rosoni, chiodi romani e nelle forme secondo i disegni esibiti" per l'appartamento impero fatto ristrutturare da Giorgio Barbato Tozzoni.
Ai canapè si accompagnavano dodici sedie: ne sono rimaste otto.
Nei primi due decenni dell'Ottocento il Bassi, Giuseppe Sangiorgi e Giovanni Mingozzi erano i mobilieri più noti a Faenza. Aggiornati sul nuovo gusto impero francese, che in Italia godette di ampio consenso anche negli anni della Restaurazione, i mobilieri faentini tolsero il primato in Romagna alla bottega dei Bagnara di Imola.
Ancora concepita come mobile di rappresentanza nello stile impero napoleonico, la console nell'epoca della Restaurazione si semplifica nella sua struttura formale e viene utilizzata come tavolo d'appoggio e di servizio perdendo progressivamente la sua caratteristica di mobile da parata.

Bibliografia Golfieri E.
L’arte a Faenza dal Neoclassicismo ai nostri giorni
Imola
Amministrazione Comunale di Faenza
1975
pp. 62-63, 152

Bibliografia Golfieri E.
L’ebanisteria Casalini e l’arte del legno a Faenza
Faenza
Cassa di Risparmio di Faenza
1987
pp. 144-149

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