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Lo scalone d'ingresso
Lo scalone d'ingresso
Palazzo Tozzoni,la facciata
Palazzo Tozzoni,la facciata
Ritratto di donna,sala rossa
Ritratto di donna,sala rossa
Ritratto di vescovo
Ritratto di vescovo
Tavolo a muro
Tavolo a muro
La cucina
La cucina
La sala da pranzo
La sala da pranzo
L'appartamento Impero
L'appartamento Impero
Lo scalone che porta al piano nobile. La costruzione dello scalone fu iniziata nel 1726 sotto la direzione di Domenico Trifogli. Qualche anno dopo Francesco Janssens esguì gli stucchi.
Lo scalone che porta al piano nobile. La costruzione dello scalone fu iniziata nel 1726 sotto la direzione di Domenico Trifogli. Qualche anno dopo Francesco Janssens esguì gli stucchi.
Il cortile
Il cortile
La stanza dell'alcova
La stanza dell'alcova
Ritratto di uomo con libro,ingresso piano terra
Ritratto di uomo con libro,ingresso piano terra
La biblioteca
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Il salone al piano nobile
Il salone al piano nobile

Imola

Palazzo Tozzoni

Lo scalone d'ingresso
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Palazzo Tozzoni,la facciata
Palazzo Tozzoni,la facciata
Ritratto di donna,sala rossa
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Ritratto di vescovo
Ritratto di vescovo
Tavolo a muro
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La cucina
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La sala da pranzo
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L'appartamento Impero
L'appartamento Impero
Lo scalone che porta al piano nobile. La costruzione dello scalone fu iniziata nel 1726 sotto la direzione di Domenico Trifogli. Qualche anno dopo Francesco Janssens esguì gli stucchi.
Lo scalone che porta al piano nobile. La costruzione dello scalone fu iniziata nel 1726 sotto la direzione di Domenico Trifogli. Qualche anno dopo Francesco Janssens esguì gli stucchi.
Il cortile
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La stanza dell'alcova
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Ritratto di uomo con libro,ingresso piano terra
Ritratto di uomo con libro,ingresso piano terra
La biblioteca
La biblioteca
Il salone al piano nobile
Il salone al piano nobile
Via Garibaldi, 18 – Imola (BO)
Tel. 0542 602 609
Email: musei@comune.imola.bo.it
Famiglia Tozzoni

Originari della Toscana, dalla metà del Cinquecento i Tozzoni facevano del palazzo, che ancora oggi porta il loro nome, la loro dimora fino alla seconda metà del Novecento. Nel 1666 Ciro Tozzoni acquisiva il titolo nobiliare di conte. Grazie a un’attenta politica matrimoniale, i Tozzoni allacciarono parentele con importanti famiglie, tra cui i Sassatelli di Imola, i Ferrari di Modena, i Serristori e i Torrigiani di Firenze con cui si assicurarono stretti rapporti con i reali Savoia. Nel 1978 l’ultima erede, Sofia Serristori Tozzoni, donò la dimora al Comune di Imola.

dimora storica

Palazzo Tozzoni è un caso piuttosto raro di residenza nobiliare ottimamente conservata non solo nella sua consistenza architettonica ma anche nei suoi arredi e suppellettili, il palazzo offre un ricco percorso espositivo che comprende un'importante quadreria, oggetti d'arte applicata, arredi, ricordi di famiglia ed una raccolta di materiali etnografici e che consente di apprezzare, in un contesto sostanzialmente integro, il dialogo tra gli ambienti e i corredi, tra le strutture e le decorazioni. Un rapporto ora di compenetrazione, come nella camera dell'alcova o nell'ala Impero, ora di stratificazione, come negli ambienti tardo ottocenteschi, attraverso una proposta dei modi di abitare che si sono avvicendati nel tempo.

Il palazzo dei conti Tozzoni è divenuto museo civico nel 1981, per volontà dell'ultima discendente, Sofia Serristori, che ha voluto in questo modo donare alla città di Imola una testimonianza integra e preziosa della vita di una famiglia nobile in una città di provincia. Le antiche case Tozzoni furono trasformate in palazzo tra il 1726 e il 1738 dall'architetto Domenico Trifogli probabilmente su disegni di Alfonso Torreggiani seguendo gli esempi dell'edilizia bolognese signorile del Settecento, i conti Tozzoni dotarono la loro dimora di una sala di rappresentanza e di una scala nobile impreziosita dalle sculture del fiammingo Janssen. Il salone è arricchito dai quadri della ricca collezione della famiglia, tra cui spiccano gli ovali del Donnini e le opere del Beccadelli, separa i due appartamenti del piano nobile, entrambi esempi rari e ben conservati dei modi di abitare che si sono avvicendati nel tempo. L'appartamento Impero mantiene l'aspetto che Giorgio Barbato Tozzoni volle donargli tra il 1818 e il 1819 in occasione delle nozze con Orsola Bandini, quando commissionò ai faentini Pasquale Saviotti e Angelo Bassi rispettivamente la decorazione e l'ebanisteria delle sale. Il salotto del Papa e il salotto Rosso dell'appartamento Barocchetto hanno arredamenti in parte seicenteschi e stucchi e intagli ispirati al gusto del primo Settecento; nell'alcova invece allestita nel 1738 per le nozze tra Giuseppe Tozzoni e Carlotta Beroaldi, ambiente e corredi dialogano insieme secondo il gusto leggiadro del baroccheto emiliano. Nel Settecento, presumibilmente intorno al 1780 l'acquisizione di una quadreria privata, la Pighini, aumentò le raccolte del palazzo che in parte disperse, ammontano attualmente a circa duecento dipinti di epoca compresa tra la fine del Cinque e gli inizi del Novecento. Nella collezione prevale la componente bolognese, Cesi, Passerotti, Lavinia Fontana, e romagnola, Fenzoni, Giani. Non mancano tuttavia le presenze venete di Giovan Battista Langetti, Pietro Liberi e Antonio Zanchi. Le vetrine delle sale delle collezioni raccolgono stampe, medaglie, ceramiche, terrecotte, ricordi di famiglia e arredi liturgici provenienti dai vari altari di famiglia. Si segnalano poi la cucina e le cantine dove sono stati raccolti gli strumenti del lavoro contadino legati al ciclo del grano, della canapa e dell'uva, alcuni dei quali provenienti dai possedimenti Tozzoni, fonte della loro ricchezza.

Paesaggi culturali L’area verde, conosciuta oggi come Parco Tozzoni, a Imola, veniva realizzata verso la fine dell’Ottocento per volontà del conte Francesco Tozzoni, per fare da corredo
a una villa che in seguito non venne costruita, è stato ceduto al comune di Imola e
trasformato in parco pubblico nel 1978.

Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Tozzoni, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 21.

Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Tozzoni, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 116.

Pubblicazioni e cataloghi Pedrini C. (a cura di), Palazzo Tozzoni: spazi domestici e sotterranei, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della regione Emilia Romagna, Bologna, 2003.

Pubblicazioni e cataloghi Orsi O., Una visita a palazzo Tozzoni, “IBC”, 9.2001, 1, pp. 64-69

Pubblicazioni e cataloghi Bitelli L., Cuoghi Costantini M. (a cura di), Restauri a palazzo, in «IBC, informazioni, commenti, inchieste sui beni culturali», IX, 1, 2001.

Pubblicazioni e cataloghi Raccolta e Collezione d’Arte di Palazzo Tozzoni, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 109, n. 50.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A., Saviotti P., Bassi A., Nell’ “appartamento impero” di Palazzo Tozzoni,
«Il carrobbio», VIII, 1982, pp. 219-230.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A., I dipinti veneti delle collezioni comunali di Palazzo Tozzoni a Imola, "Notizie da Palazzo Albani", XIV, n. 1, 1985, pp. 845-948.

Pubblicazioni e cataloghi Cherici M., Giovannini G., Mazza A., Taracchini A. (a cura di), Imola. Palazzo Tozzoni. Raccolte e collezioni d'arte, Imola 1985, 37 pp., ill.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A. (a cura di), La collezione di Palazzo Tozzoni a Imola. Ipotesi per un catalogo, Bologna 1981, 34 pp., ill. b.n.

Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Tozzoni, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 21.

Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Tozzoni, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 116.

Pubblicazioni e cataloghi Pedrini C. (a cura di), Palazzo Tozzoni: spazi domestici e sotterranei, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della regione Emilia Romagna, Bologna, 2003.

Pubblicazioni e cataloghi Orsi O., Una visita a palazzo Tozzoni, “IBC”, 9.2001, 1, pp. 64-69

Pubblicazioni e cataloghi Bitelli L., Cuoghi Costantini M. (a cura di), Restauri a palazzo, in «IBC, informazioni, commenti, inchieste sui beni culturali», IX, 1, 2001.

Pubblicazioni e cataloghi Raccolta e Collezione d’Arte di Palazzo Tozzoni, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 109, n. 50.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A., Saviotti P., Bassi A., Nell’ “appartamento impero” di Palazzo Tozzoni,
«Il carrobbio», VIII, 1982, pp. 219-230.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A., I dipinti veneti delle collezioni comunali di Palazzo Tozzoni a Imola, "Notizie da Palazzo Albani", XIV, n. 1, 1985, pp. 845-948.

Pubblicazioni e cataloghi Cherici M., Giovannini G., Mazza A., Taracchini A. (a cura di), Imola. Palazzo Tozzoni. Raccolte e collezioni d'arte, Imola 1985, 37 pp., ill.

Pubblicazioni e cataloghi Mazza A. (a cura di), La collezione di Palazzo Tozzoni a Imola. Ipotesi per un catalogo, Bologna 1981, 34 pp., ill. b.n.

Storia dell’edificio L'Istituto per i Beni Culturali, secondo quanto stabilito dalla L.R. 18/2000, ha promosso negli anni una serie di interventi conservativi e di restauro in alcuni ambienti della casa-museo qui di seguito descritti.

Appartamento barocchetto
Il salotto del Papa
I lavori per il salotto, voluto dal conte Francesco Tozzoni, ebbero inizio nel 1736 nell'ambito di un cantiere al quale, oltre al capomastro e ai muratori, parteciparono fabbri, falegnami, ebanisti, decoratori, imbianchini, registrati dai libri di spesa. L'appartamento fu terminato due anni dopo (1738), in occasione del matrimonio tra Giuseppe Tozzoni e Carlotta Beroaldi, parente del cardinal Lambertini, futuro papa Benedetto XIV. Proprio la tradizione di un pernottamento del pontefice nella sala ne determinò la denominazione.
Pregevole l'ornamentazione, dove “ogni singolo arredo, ogni particolare decorativo, concorre a creare armonia e omogeneità di gusto; anche i pezzi di mobilia databili a periodi precedenti, che facevano parte dell'antica dotazione della casa, risultano ben inseriti nell'insieme. Sulla parete destra spicca il grande camino realizzato in gesso, impreziosito dal rilievo in stucco e larghi ed eleganti ramages dorati, che incorniciano la specchiera centrale. A lato si aprono le due finestre, i cui scuretti sono decorati a tempera e filamenti dorati, così come il parafuoco che copre la bocca del camino. La sigla decorativa unificante è quella dell'elegante festone che si snoda lungo il perimetro della stanza, occupando la parte bassa delle pareti, sulla quale si innestava il parato in damasco cremisi, sostituito probabilmente nell'Ottocento da una più pratica decorazione a tempera stampata” (Orsi).

Il salotto rosso
“Come nel salotto del Papa anche in questa stanza spicca la decorazione perimetrale a motivi vegetali intrecciati, liberata dalla scialbatura nel corso dell'ultimo restauro.
Tra gli arredi un elemento d'interesse è costituito dalla grande specchiera settecentesca in legno dorato, incorniciata da ricche volute vegetali, sovrastante una console in legno dalla struttura sontuosamente naturalistica che, benché d'esecuzione settecentesca e proprio per la perfetta mimesi del mondo naturale, richiama analoghi modelli di fine XVII secolo di ascendenza romana.
Anche in questa sala viene ricordata l'acquisita parentela tra i Tozzoni e la famiglia Lambertini: qui è collocato il ritratto in vesti pontificali di Benedetto XIV: nella cornice che contorna il dipinto, tra l'intreccio del fogliame, al lato destro e al lato sinistro, sono collocati due cervi, simbolo araldico della famiglia Tozzoni”(Orsi).

Dove si trova

Via Garibaldi, 18
Imola (BO)
PatER