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Venere e Adone ferito dal cinghiale

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Via Garibaldi, 18 – Imola (BO)

Donnini Girolamo

1681/ 1743

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
161(a) 121(la)
sec. XVIII (1730 – 1736)

n. 632

Gli ovali sono identificabili con i "quattro ovati grandi" dell'inventario steso da Luigi Sarti nel 1772 alla morte del marchese Giuseppe Tozzoni, e sono citati nell'inventario di Giuseppe Gottarelli del 1817 con l'attribuzione al Donnini. Formatosi a Bologna presso Gian Gioseffo dal Sole a partire dal 1700, il Donnini passò poi a Forlì presso la scuola di Carlo Cignani dove si fermò dal 1709 al 1712. In seguito si stabilì a Bologna dove aprì una scuola. Della sua attività bolognese le fonti ricordano una sola opera pubblica: la pala con la Madonna con il Bambino e sant'Antonio dipinta per la chiesa di Santa Maria di Galliera nel 1742.
Le tele di palazzo Tozzoni, che sono delle repliche di dipinti dello stesso soggetto di proprietà della Banca Agricola Commerciale di Reggio Emilia, rivelano la matrice classicista della formazione del Donnini avvenuta nell'ambito del filone bolognese rappresentato da Franceschini, Pasinelli e Dal Sole. I quattro ovali, che contribuiscono a delineare con maggior completezza la fisionomia stilistica del Donnini, meglio conosciuto come pittore di opere a carattere religioso, presentano delle discordanze stilistiche imputabili ad un intervento del suo allievo imolese Giuseppe Righini. La mano del Righini si ravvisa, soprattutto, nella Nascita di Adone e nella parte superiore dell'ovale con Venere e Adone ferito dal cinghiale.

Bibliografia Mazza A.
La collezione di Palazzo Tozzoni a Imola ipotesi per un catalogo
Bologna
CLUEB – Istituto beni culturali
1981
pp. 28-30

Bibliografia Cera A. (a cura di)
La pittura bolognese del ‘700
Milano
Longanesi
1994

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