
1852/1942
busto
n. 8 PS
Il poeta è ritratto con gli inconfondibili tratti fisiognomici, il tipico copricapo e la veste abbottonata fino al collo.
La scultura è stata donata dall'autore nel 1933, insieme ad altre quattordici opere, ovvero modelli e bozzetti di opere d'arte, alcuni in terracotta ed altri in gesso (cfr. delibera podestarile del 6/5/1933-XI, n° 3001 allegata alla scheda cartacea). Il dono fu successivo all'acquisto da parte del Comune di due opere bronzee, il San Giorgio ed il drago (n. inv. 5 PS) ed il San Giovannino (6 PS), ora esposti al Museo della Città. Il busto di Dante fu portato a Rimini da Firenze il 27 luglio dal bibliotecario Carlo Lucchesi, il quale nei mesi successivi lo espose, insieme agli altri due busti in terracotta ed ai due bronzi, nella "Sala Moderna" della Pinacoteca Civica, "in posto d'onore". Tale disposizione costituì però una soluzione temporanea, assunta in seguito all'abbandono dell'idea di creare una gipsoteca nel salone del Palazzo dell'Arengo ed alla predisposione di una "Sala Pazzini" all'interno della Pinacoteca. Come si evince dal carteggio tra Lucchesi e Pazzini, tali cambiamenti non piacquero molto a quest'ultimo, che si "pentì" di aver donato le proprie opere (cfr. documentazione allegata alla scheda 9 PS). Successivamente alle distruzioni belliche, le cinque sculture del Pazzini salvatesi furono depositate nell'Ufficio Protocollo della Biblioteca Gambalunga.
Romeo Pazzini studiò nelle città emiliane di Forlì, Bologna e Parma ed iniziò a lavorare nel circondario riminese come pittore. All'età di trent'anni si trasferì a Firenze, dove svolse il mestiere di modellatore presso la fabbrica di ceramica Cantagalli. Possedeva inoltre uno studio privato, in via dei serragli a Firenze, nel quale si dedicava alla scultura, di tema storico ed eroico. Numerosi furono i busti ritratti in terracotta da lui eseguiti, ispirati ai modelli quattrocenteschi fiorentini, ed i monumenti cittadini, presenti in diverse località romagnole e toscane. I monumenti avevano come tema la memoria dei caduti in guerra – come quelli di Verucchio, Saludecio e Bibiena – oppure la commemorazione di celebri personaggi della storia nazionale, come Garibaldi e Dante, il primo ad esempio a Cascine, il secondo a Verucchio. Il busto in terracotta in oggetto, con cui vinse una medaglia di bronzo alle "Esposizioni romagnole riunite" di Forlì nel 1921, costituisce proprio il modello di tale monumento.
Bibliografia
Lucchesi C.
L’attivita della Biblioteca civica Gambalunga, del Museo e della Pinacoteca nel 1933
Rimini
Garattoni
1934
p. 10
Bibliografia
Pasini P.G./ Zuffa M.
Storia di Rimini dal 1800 ai giorni nostri : L’arte e il patrimonio artistico e archeologico
Rimini
Ghigi Bruno
1978
pp. 65, 116
Bibliografia
Tripponi A. (a cura di)
Appunti per una nuova Pinacoteca. Beni culturali in Rimini dal XIV al XIX secolo
Rimini
Ramberti Arti Grafiche
1983
p. 163
Bibliografia
Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 82