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612pq
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Noli me tangere

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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

Pietro da Rimini

notizie 1324-1338

dipinto

tavola/ pittura a tempera
cm.
17.2(a) 19.7(la)
sec. XIV (1325 – 1330)

n. 612 PQ

In piedi, sulla destra, è presente la figura slanciata del Cristo risorto, ammantato di blu e con il vessillo della resurrezione in mano. Prostrata ai suoi piedi compare la figura della Maddalena, contraddistinta dalla consueta veste rossa e dai lunghi capelli biondi. La scena si svolge all'aria aperta, in una sorta di giardino, sul cui manto erboso di tono scuro sono rilevate, con colori chiari, alcune specie vegetali, mentre sul fondo si stagliano le sagome di due alberi. Un raffinato motivo vegetale si dispiega ad incisione sul rimanente sfondo dorato, ad eccezione della parte che circonda le teste delle figure, contraddistinta dalle aureole rese con un un motivo a cerchi concentrici.

Il dipinto è stato depositato dalla Cassa di Risparmio di Rimini al Museo della Città nel 1998, in occasione della mostra Medioevo fantastico e cortese (cfr. delibera del Consiglio Comunale n. 410 del 26/2/1990: Convenzione con la Cassa di Risparmio di Rimini per l'affidamento in deposito di opere ed oggetti artistici ai musei comunali e scritture private successive).
La piccola tavola, insieme a quella raffigurante "Resurrezione" (n. inv. 611 PQ) ugualmente di proprietà della Cassa di Risparmio di Rimini, doveva costituire un unico pannello insieme ad altre tavolette, aventi per oggetto storie della vita di Cristo, ora conservate alla collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid ed alla Gemaeldegalerie di Berlino (cfr. catalogo mostra Il Trecento riminese, Rimini, 1995, nn. 23 a e b, pp. 200-203). Si riscontrano infatti identiche misure, il medesimo trattamento ad incisione del fondo, nonché gli stessi caratteri stilistici. L'attribuzione a Pietro da Rimini trova concorde tutti i critici che si sono occupati di esse, a partire dalla loro comparsa all'asta presso Christie's nel 1978, con provenienza dalla collezione inglese Dixon. Vengono datati intorno agli anni '30 del Trecento, in prossimità dell'esecuzione degli affreschi della chiesa degli Eremitani di Padova, per le analogie compositive con tali dipinti.

Bibliografia Benati D. (a cura di)
Il Trecento riminese. Maestri e botteghe tra Romagna e Marche
Milano
Electa
1995

Bibliografia Pasini P.G. (a cura di)
Medioevo fantastico e cortese arte a Rimini fra Comune e Signoria
Rimini
Musei Comunali
1998
p. 256

Bibliografia Pasini P.G.
La Pinacoteca di Rimini
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
1983
pp. 145, 386

Bibliografia Pasini P.G.
Guida del Museo della Città
2013
p. 262

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