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17ps
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Ritratto di Alessandro Gambalunga

17ps
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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

ambito riminese

scultura

pietra/ scultura
cm.
28(a) 16(la) 21(p)
sec. XVII (1631 – 1631)

n. 17 PS

L'uomo, ritratto frontalmente, presenta caratteri somatici realistici, quali il naso sottile, le orecchie attacate al capo, i lunghi baffi ed il pizzetto, i capelli corti, separati in ricciute ciocche e mancanti sulla fronte.

Il volto ritratto è quello di Alessandro Gambalunga (Rimini post 1554/ 1619), benemerito fondatore dell'importante biblioteca civica ubicata nell'omonimo palazzo, da lui costruito tra il 1610 ed il 1614. E' l'unico elemento superstite del suo sepolcro monumentale, edificato post mortem tra il 1626 ed il 1631, nell'Oratorio della Madonna del Paradiso. Ubicato nell'area del convento di San Francesco, l'oratorio fu completamente distrutto dai bombardamenti del 1944.
La scultura appare derivata dalla medaglia d'argento coniata nel 1610 da Gaspare Mola (78 PN), come mostrano chiaramente i caratteri somatici, fortemente realisitici. Scolpita più di dieci anni dopo la morte del Gambalunga e venti anni dopo il conio della medaglia, il ritratto in pietra presenta gli stessi caratteristici capelli divisi in piccole ciocche e mancanti sulla fronte, il naso appuntito, le orecchie attaccate al capo, i lunghi baffi ed il pizzetto. Identico è pure la piccola porzione di colletto dell'abito superstite.
Come si legge nel manoscritto di frate Righini stilato nel 1757 (pubblicato in appendice a Turchini, 2000) nell'edificio "si mirano lateralmente due nobilissimi depositi di marmo incastrarti nel muro, uno in faccia all'altro, ambidue consimili nel lavoro e nella qualità del marmo con testa e busto". Alessandro aveva infatti disposto che venisse eretto nell'oratorio anche il sepolcro monumentale del padre Giulio (Archivio di Stato di Rimini, Zanotti, Monumenti, XI, 29). Un prezioso disegno del Righini ed una vecchia fotografia (di cui si allega la diapositiva nella scheda cartacea), ci mostra quello di Alessandro, presente sulla parete "in cornu epistolae". Il busto ritratto era collocato all'interno di una cornice ovale mistilinea, sopra il sarcofago ed un teschio, al centro di una ricca ancona con stilemi tipicamente seicenteschi. Sulla fronte dell'altare sottostante era scolpita una lunga iscrizione con la data 1631, riportata dal Righini: "D.O.M./ TVMVLATVS IACET HIC/ ALEXANDER GAMBALOGHIVS/ HIC ILLE EST MANIBVS DATE LILIA PLENIS/ NOMEN DIXI, OMNIA DIXI/ HIC ILLE EST DOMI FORISQ NOTISSIMVS/ VOS DICITE PII LVX PERPETVA LVCEAT EI/ ANNO D. MDCXXXI".
La scultura è di proprietà dell'Ente Diocesi; figura infatti al n° 61 dell'"Elenco delle opere depositate presso il Museo della Città".

Bibliografia Marcheselli C.F.
Pasini P.G. (a cura di)
Pitture delle Chiese di Rimini
Bologna
Nuova Alfa
1972
pp. 63-64

Bibliografia Delbianco P.
La Biblioteca Gambalunghiana
Storia illustrata di Rimini
Rimini
1991
pp. 1121-1136
pp. 1123-1125

Bibliografia Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 88

Bibliografia Turchini A.
Il Tempio Malatestiano, Sigismondo Pandolfo Malatesta e Leon Battista Alberti
Cesena
Il Ponte Vecchio
2000
p. 684

Bibliografia Pasini P.G.
Meldini P./ Pasini P. G./ Pivato S. (a cura di)
Natura e cultura nella valle del Conca
Rimini
Cassa di Risparmio di Rimini
1982
p. 74

Bibliografia Meldini P. (a cura di)
La Biblioteca Civica Gambalunga l’edificio la storia le raccolte
Rimini
Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini
2000
pp. 21, 24, 27

Bibliografia Meldini P.
L’impresa ritrovata lo stemma dipinto di Alessandro Gambalunga scritti in occasione del restauro
Rimini
Biblioteca Civica
2001
pp. 13-16

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