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Crocifisso "Diotallevi"

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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

Giovanni da Rimini

notizie 1292-1336

croce dipinta

tavola/ pittura a olio
cm
185(a) 179(la)
sec. XIV (1310 – 1310)

n. 11 PQ

n. 11 PQ

Al centro della croce dai terminali polilobati, su un fondo scuro, si evidenzia la figura sottile del Cristo, dai cui fianchi scende un sottilissimo perizoma trasparente. Nei tre lobi, su fondo oro, le figure a mezzo busto della Vergine, di San Giovanni, del Redentore.

Il dipinto è stato donato nel 1936 alla Pinacoteca Comunale dal sig. Vincenzo Nicoali, erede del defunto marchese Adauto Diotallevi, seguendo la volontà dell'estinto (cfr. documeto allegato alla scheda cartacea, delibera del Podestà 14/3/1936 n° 605).
Il nome di Giovanni da Rimini compare in due documenti riminesi del 1292 e 1300 oltre che sul crocefisso di Mercatello ormai definitivamente datato al 1309. Educatosi a partire dal 1290 ca. Giovanni doveva assimilare con spirito quanto mai libero e alieno da ogni attonito accademismo la lezione del Giotto assisiate. Il crocefisso apparteneva al marchese Adauto Diotallevi che lo lasciò per legato al Comune nel 1936. Fu svigorito da un primo incauto saggio di pulitura, ma è stato recentemente riportato al miglior grado possibile di leggibilità evidenziando con esattezza quanto del testo originale ancora rimane. La storia critica dell'opera inizia nel 1937 quando la pubblicò Brandi; il critico l' assegnò giustamente a Giovanni, datandola però non lontano dal 1345 in realzione alla data che si leggeva nell'altro crocifisso dello stesso maestro conservato a Mercatello nella chiesa di San Francesco. Non ci sono notizie, a proposito di quest'opera, né di Salmi, né di Toesca, né di Longhi. Soltanto Federico Zeri (1957, p. 84) lo menziona sotto il nome di Giovanni; e così pure Stefano Bottari (1958, p. 143) e il Bonicatti (1963, p. 27), sempre però accogliendo la datazione al 1345. Nel 1965 usciva, a cura di Carlo Volpe, una monografia sui trecentisti riminesi in cui l'autore, sulla base di una rilettura critica della croce di Mercatello, datava l'opera in esame "dentro la medesima trama storica, intrecciatasi durante e non oltre il primo quarto del secolo" (p. 18).
Oggi, conferamando il senso generale di quel discorso e data per acquisita la data del crocefisso di Mercatello, la lettura del crocifisso Diotallevi con lo sviluppo della sua sagoma in senso più gotico e certamente meno arcaico di quello di Mercatello, al quale sarà dunque successivo, porta a stabilire la datazione intorno al 1310, o ben poco più tardi.

Bibliografia Zeri F.
Due appunti su Giotto
Paragone
1957
pp. 75-87
p. 84

Bibliografia Bottari S.
I grandi cicli riminesi
Arte Antica e Moderna
1958
p. 143

Bibliografia Bonicatti M.
Trecentisti riminesi sulla formazione della pittura riminese del ‘300
Roma
Edizioni dell’Ateneo
1963
p. 27

Bibliografia Volpe C.
La pittura riminese del Trecento
Milano
Spagnol
1965
pp. 17-72

Bibliografia Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 29

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: IC + XC.

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