
Cantarini Simone detto Pesarese
1612/ 1648
stendardo processionale (?)
n. 102 PQ
n. 102 PQ
San Giacomo maggiore, con mantello, bastone da pellegrino e conchiglia, in gloria, posto su una nube con ai lati due angeli giovinetti; al di sopra, fra le nuvole otto cherubini.
Probabilmente il dipinto venne eseguito quale stendardo per la confraternita di San Giacomo: ne ha il formato e le dimensioni, e soprattutto l'immagine ieratica. Sanelli, nel 1657, ricorda come in Rimini esistessero due esemplari dipinti dal Cantarini (Sanelli, p. 357).
Pier Giorgio Pasini (catalogo della Pinacoteca, 1983, p. 153) ricorda che dopo la soppressione dell'oratorio di San Giacomo nel 1797, dove era citato dal Marcheselli, il dipinto fu dapprima collocato nella quadreria del Palazzo Pubblico e, nel 1924, nella Pinacoteca, aperta quello stesso anno presso l'ex Convento di San Francesco, luogo in cui viene citato in tutte le guide riminesi. Lo studioso ricorda inoltre che il dipinto è citato quale "assoluta proprietà demaniale" in un elenco del 1809 conservato presso l'archivio di stato di Forlì. Datato all'incirca nel 1640 (Arcangeli, 1952; Ravaioli, 1952), viene collocato da Anna Colombi Ferretti dopo il 1637, anno in cui l'artista lasciò la bottega di Guido Reni.
Il dipinto è uno dei capisaldi dell'arte locale, molto lodato soprattutto nel XVIII secolo: cfr. Marcheselli (1754), Algarotti (1761), Lanzi (1789); quest'ultimo lo definisce una delle tavole più belle dell'autore.
Ne esiste una copia molto rovinata nell'oratorio di Santarcangelo di Romagna, databile alla prima metà dell'800. (Pasini, 1983, p. 153)
Carla Ravaioli, nella scheda OA del 1956, affermò sul dipinto: "esatta l'attribuzione tradizionale convalidata dalle più antiche fonti. Databile fra il '640 e il '645, l'opera appartiene al momento del Cantarini più vicino alla maniera di lucido classicismo reniano" ; la studiosa reputandolo di notevole qualità, lo scheda in ottimo stato di conservazione, grazie alla recente pulitura, e ne ricorda la collocazione, in pinacoteca, nella III sala. La stessa Ravaioli compilò la scheda del dipinto in occasione dell'importante "Mostra del '600 riminese", tenutasi nel 1952 presso il Palazzo dell'Arengo. L'opera è stata esposta in tre importanti mostre: a quelle sui dipinti delle diocesi romagnole (Faenza, 1982 – Ravenna, 1992) e a quella monografica sul Cantarini, tenuta a Bologna alla fine del 1997.
Bibliografia
Marcheselli C.F.
Pasini P.G. (a cura di)
Pitture delle Chiese di Rimini
Bologna
Nuova Alfa
1972
pp. 68, 265
Bibliografia
Lanzi L.
Storia pittorica della Italia dal Risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo
Milano
1831
p. 55
Bibliografia
Acangeli F./ Ravaioli C. (a cura di)
mostra della pittura del ‘600 a Rimini
Rimini
1952
p. 13
Bibliografia
Hall J.
Dizionario dei soggetti e dei simboli nell’arte
Milano
Longanesi
1983
p. 196-197
Bibliografia
Pasini P.G.
Museo della Città
Rimini
Circondario di Rimini
1995
p. 60