
xilografia policroma
stampa
carta xilografica
n. 4898
Il soggetto della stampa è tratto dal dramma
Yoshitsune Senbon zakura, uno dei più famosi del teatro giapponese. Si tratta di un jidaimono (dramma storico) in sette atti, scritto da Takeda
Izumo (?-1747), Miyoshi Shoraku (1696?-
1772?) e Namiki Senryu (1695-1751), rappresentato per la prima volta nel 1747 per il teatro dei burattini (bunraku) e adattato poi per il kabuki. Il dramma, che celebra il valore dell'eroe
Yoshitsune, si ispira alla lotta fra i due fratelli Minamoto (Yoritomo [1147-1199] e Yoshitsune (1159-1189]), durante il periodo della guerra fra il clan dei Taira e quello dei Minamoto. La stampa, numero 99 della serie, realizzata da Hiroshige e da Kuniyoshi, raffigura un episodio tratto dal terzo atto, in cui Koremori, eroe del clan dei Taira, vive nascosto sotto la falsa identità di Yasuke e fa il garzone in un negozio di tsurube-sushi (un pasticcio di riso freddo bollito, misto con pesce) di proprietà di Yozaemon.
La figlia di Yozaemon, Osato, che non è a conoscenza della vera identità di Koremori, si innamora di lui e con il consenso del padre è pronta a sposarlo. Tuttavia Koremori è già sposato e la moglie Wakaba no Naishi col figlioletto sono alla sua ricerca. La scena si svolge all'interno del negozio, come si evince dai mastelli di legno sullo scaffale in fondo, che contengono nuove provviste di sushi. Koremori, perso nei suoi pensieri, riflette probabilmente sulla sua situazione sentimentale,
mentre Osato si volta coprendosi leggermente il volto con la spalla destra. I due amanti, che si volgono le spalle, alludono probabilmente all'impossibilità di realizzare il loro amore.
In alto a destra è riportato il titolo della serie e nei due cartouche rossi sono scritti i nomi dei due protagonisti.
In un cartouche polilobato è calligrafata la poesia numero 99 dello Hyakunin Isshu, una raccolta di cento waka (forma poetica giapponese di trentuno sillabe), composte da cento diversi poeti.
Funzione: decorativa
La poesia è legata al significato della scena rap-presentata: 'Hito mo oshi / hito mo urameshi / ajiki-naku / yo wo omou yue ni / mono omou ni wa" (Ci sono persone a cui penso con nostalgia, ci sono persone che non tollero, quando penso a questo mondo sento l'inutilità dell'esistenza).
L'autore della poesia è l'imperatore Go Toba (1180-1239) che, in seguito alla morte di Mina-
moto no Sanetomo (1192-1219), vide la sconfitta di tutte le sue truppe e nel 1221 venne esiliato nell'isola di Oki, dove morì nel 1239. L'imperatore in questa poesia manifesta sia il grande disprezzo che prova per i suoi nemici sia la riconoscenza verso coloro che hanno combattuto e perso la vita per lui.
La collezione di arte asiatica di Norman Jones è stata donata al Museo Civico Medievale dalla figlia Ruth nel 2023. Nel 2021 Mrs. Ruth Jones aveva avviato i primi contatti con il Museo Civico Medievale per verificare la disponibilità dell'ente a ricevere in donazione i centocinquanta pezzi che formavano l’importante raccolta con esemplari originari del Giappone, della Cina e dell’India, formata a suo tempo dal padre. Norman Jones (1903-1985), eclettico collezionista inglese nato in Africa ma trasferitosi ancora bambino in Inghilterra con la madre e un tutore che operava in India nell’ambito delle missioni entrò pertanto in contatto fin dalla più tenera età con reperti di artigianato africano e asiatico. Frequentò in seguito l’università di Cambridge, presso la quale conseguì la laurea in letteratura inglese, e nella città universitaria inglese iniziò a frequentare botteghe di antiquari. Una in particolare, gestita da un certo Whitaker, diventò un suo punto di riferimento per acquistare opere d'arte; nel contempo strinse amicizia con Roy, compagno di studi universitari spesso in Giappone, paese da cui porterà in dono a Jones oggetti d’arte per incrementare la sua collezione. Giunto ad Harrogate, nello Yorkshire, iniziò la professione di docente di scuola e gli oggetti amati e collezionati finirono per arredare gli spazi della sua casa: le miniature indiane, donate al Museo Civico Medievale, erano appese nello studio del collezionista; il corredo da geisha sul davanzale della finestra della camera da letto della figlia Ruth, e così via.
Bibliografia
D’Apuzzo M.G., Gamberi G., Medica M., Villa L. (a cura di)
Prospettive d’Oriente: la collezione Norman Jones al Museo Civico Medievale di Bologna
Milano
Silvana Editoriale
2024