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12620
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Ritratto di Massimiliano II

12620
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Via Cisterna del Follo, 5 – Ferrara (FE)
Rota Martino (inventore/ incisore)
1520ca-1583
stampa
carta/ bulino
Misure: mm
209(a) 148(la)
sec. XVI
(1575)
(1575)
n. 1162

L’incisione di Martino Rota mostra il ritratto dell’imperatore Massimiliano II. L’esemplare
conservato al Museo Schifanoia si presenta smarginato, soprattutto nella parte inferiore del fregio
sottostante – dove, in basso spostata a destra, seguendo gli altri esemplari esistenti, dovrebbe
comparire la firma dell’incisore, che si siglava con una M e seguita da una piccola ruota. La stessa
smarginatura, poi, ha tranciato praticamente a metà la datazione in numeri romani: MMLXXV,
1575.
Il fatto va segnalato in primissima istanza, vista la notazione del Bartsch sull’esistenza di una copia
fedele e ingannevole dell’incisione, non distinguibile dall’originale se non per l’assenza del marchio
di Rota («Copie trompeuse, que l’on ne reconnaît qu’en ce qu’ill y marque de M. Rota», Bartsch
XVI, n. 83). Tuttavia, non possiamo sapere se l’esemplare ferrarese fosse firmato o meno, proprio
per via della smarginatura che avrebbe potuto coinvolgere la stessa sigla. Nello stesso esemplare, va
notata la presenza a sinistra, di fianco al viso dell’imperatore, un lungo segno netto e obliquo, forse
un difetto più ascrivibile alla produzione della carta e alla distribuzione della polpa che alla lastra in
sé.
Dell’incisore, il dalmata Martino Rota, nato a Sebenico intorno al 1520 e vissuto per quasi tutta la
vita a Venezia, “città per la quale nutrì un vero e proprio culto” (Bellini, p. 52) non ci è dato sapere
molto: sappiamo che lavorò anche a Roma e Firenze e che “subì l’influenza di Albrecht Dürer e
Marcantonio Raimondi anche se seppe mantenere una sua originalità artistica” (Russo, p. 93).
Come anticipato, l’incisione rappresenta il ritratto di Massimiliano II d’Asburgo, figlio primogenito
(con simpatie protestanti) dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Ferdinando I. Massimiliano è
diventato a sua volta imperatore nel 1564, dopo che era già stato eletto re di Germania, Boemia e
Ungheria. Oltre alla grande capacità incisoria di Rota, contraddistinta da una notevole densità dei
segni, una singolare capacità di alternare morbidezze e durezze ottenendo un effetto unico di statico
realismo, come in tutti i ritratti incisi da Rota, quel che più si fa notare è l’abbigliamento di foggia
cinquecentesca, formato da copricapo, gorgiera e preziosa pelliccia. Da evidenziare è soprattutto il
ciondolo con il Vello d’Oro, segno identificativo dell’appartenenza all’ordine del Toson d’Oro, il
cui più illustre maestro dell’ordine fu Carlo V, zio di Massimiliano II che portò il numero di
cavalieri dell’ordine da trenta a cinquanta. Lo stesso ciondolo, con una collana diversa, viene
indossato anche da Carlo V, nel ritratto inciso sempre da Martino Rota, mentre ciondolo e collana,
rappresenti alla stessa maniera, si trovano nel ritratto di Rota dell’imperatore Ferdinando I, padre di
Massimiliano II: è probabile, quindi, che lo stesso gioiello sia passato – insieme al titolo imperiale –
di padre in figlio. La decorazione del gioiello viene così descritta dalla Treccani: «La decorazione è
una collana d’oro, composta da acciarini in forma di B intrecciati, alternati con pietre focaie; al
centro pende un ariete d’oro. Il motto dell’ordine è: Pretium non vile laborum; il nastro della
decorazione è rosso» (https://www.treccani.it/enciclopedia/toson-d-oro-ordine-del/).
Altri esemplari del Ritratto di Massimiliano II si trovano al British Museum (1869,0410.2202), alla
National Gallery of Art di Washington (1950.14.883) o al Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo
Corsini (S-FC36667). Un esemplare di copia non siglata da Rota si trova all’Albertina di Vienna
(It/I/34/71).

Bibliografia Russo E.
Maestri incisori del XVI secolo nelle stampe del Museo Schifanoia
Firenze
Centro Di
1993
p. 51, n. 37; 93

Bibliografia Le Blanc C.
Manuel de l’amateur d’estampes
Paris
1854-1888
II, p. 368, n. 44

Bibliografia Bartsch A.
Le peintre graveur
Vienna
1803-1821
XVI, n. 83

Bibliografia Gori Gandellini G./ De Angelis L.
Notizie istoriche degli intagliatori di Giovanni Gori Gandellini sanese
Siena
Onorato Porri
1808-1816
V. 14, p. 11, n. I

Bibliografia Bellini P. (a cura di)
Incisori italiani del Cinquecento della raccolta di stampe della biblioteca civica di Monza
Monza
1980
pp. 52-55

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