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Fig.128
Fig.128

La strage degli innocenti

Fig.128
Fig.128
Via Cisterna del Follo, 5 – Ferrara (FE)
Domenichini Gaetano (disegnatore/ incisore)
1786/ 1864
TISI Benvenuto detto Garofalo (inventore)
1476 ca./ 1559
stampa
carta/ bulino a contorno
Misure: mm
261(a) 183(la)
matrice mm 316×232
Misure foglio: mm
490(a) 380(la)
sec. XIX
(1820)
(1864)
n. 128

Un gruppo di donne tenta di salvare i propri figli dalla furia omicida di alcuni uomini (sicari di Erode) muniti di pugnale. Il fitto intreccio di figure contrasta con il diradarsi del paesaggio in profondità o gli appuntiti pinnacoli delle costruzioni, a destra. Altre sagome sul fondo, appena tracciate dalla punta del bulino, vivono episodi di analoga violenza.

Fa parte di una serie di fogli incisi da Domenichini (di cui soltanto una parte è conservata presso Palazzo Bonacossi) traendo spunto da celebri quadri d'ambiente ferrarese, quasi tutti collocati presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, allora Pinacoteca civica quando l'incisore vi si recava per le sue prove a ricalco. Questa stampa fa parte di un gruppo di 34 fogli donati dal figlio Girolamo Domenichini alla Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara in memoria del padre. L'incisione è tratta dalla tela eseguita da Benvenuto Tisi nel 1519 per l'altare della Cappella Festini nella chiesa di San Francesco a Ferrara. Dal 1864 si trova nelle sale della Pinacoteca di Ferrara, mentre una copia di Giovanni Pagliarini ne prende il posto nell'originaria collocazione. La pala faceva parte di una grande ancona costituita inoltre da tre quadretti, di cui due del Dosso, da una lunetta sempre di mano garofalesca e da un tondo eseguito dall'Ortolano. Estremamente difficile nella lettura, l'opera del Domenichini ripropone con scrupolosa meticolosità l'originale garofelesco, intagliato nel dettaglio e caratterizzato qui da un effetto di congelamento dei panneggi e delle fisionomie delle figure rappresentate dovuto al particolare tipo di tecnica filiforme impiegata dall'incisore e sua principale caratteristica di stile tracciato a contorno, per linee essenziali, riducendo pertanto l'icasticità tipica di un soggetto dipinto ad olio ad una rappresentazione più iconica. Restano comunque rispettati globalmente i principi compositivi dell'originale del Tisi.
Il recupero del Tisi da parte del Domenichini si inserisce nel clima culturale ferrarese della prima metà dell'Ottocento il cui interesse artistico era rivolto in particolare verso il pittore cinquecentesco, in quanto rappresentava la fiorente produzione artistica estense e al contempo divulgava in ambito locale i valori pittorici di Raffaello, modello rinascimentale per eccellenza.

Bibliografia Savonuzzi C.
Ottocento ferrarese.
Cinisello Balsamo
Amilcare Pizzi
1971
p.32

Bibliografia Russo E.
Incisori ferraresi nelle stampe del Museo Schifanoia dal XVII al XIX secolo.
Quaderni dei musei ferraresi
Firenze
Centro Di
1990
p. 72

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