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EGIANT29
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Hapi

EGIANT29
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Largo Porta S.Agostino, 337 Modena (MO)
pseudo-canopo
calcare
tracce di policromia
Antico Egitto/ Epoca Tarda (664 a.C. – 332 a.C.)
cm 32,2 (a) 12,5 (d)

n. EG29

A Hor-sa-Aset appartengono quattro
pseudo-canopi in calcare. L’iscrizione che corre sui corpi dei vasi, dal tratto nero e veloce, ricorda il defunto attraverso un titolo che, secondo l’interpretazione più plausibile, è da intendersi come “sacerdote sematy di Tebe”, una carica religiosa designata per vestire e adornare le statue divine (cfr. statua cubo di Ankh-Khonsu CK 516 -CG48635 e MFA 04.184). Secondo una recente interpretazione questa carica andrebbe meglio interpretata come “sacerdote sematy del Tebano”, ovvero il dio Montu. Interessante notare che i coperchi dei canopi conservano ancora tracce di colore nero e rosso, applicati per mettere in risalto i tratti somatici dei volti dei quattro figli di Horo.

Traduzione del testo: “Venerabile presso Hapi, il sacerdote sematy di Tebe Hor-sa-Aset, giusto di voce”.

La resa grafica del nome, unitamente a quella plastica dei coperchi, permette per confronto un inquadramento cronologico all’Epoca Tarda.
Provenienza: Necropoli Tebana. Acquisto Le Beuf.

Bibliografia Zanasi C. (a cura di)
Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egiziana del Museo Civico di Modena
Firenze
All’insegna del Giglio
2019
p. 33

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