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Testa di Cristo

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Via L. Tonini, 1 (Domus del Chirurgo – piazza Ferrari) – Rimini (RN)

Giuliano da Rimini

notizie 1307-1323

Scuola riminese del Trecento

dipinto

tavola/ pittura a tempera
cm
25,00(a) 22,00(la)
sec. XIV (1320 – 1324)

n. 650 PQ

La piccola tavola è assottigliata sul retro, dove appare malamente sbozzata.
Il disco del nimbo è realizzato con un legno diverso, di sezione rettangolare. Esso doveva pertanto essere rialzato su un piano inclinato, secondo un modello diffuso nel Duecento, a cui si attenne lo stesso Giotto nel crocifisso realizzato per l chiesa di San Francesco a Rimini, ora Tempio Malatestiano.
Il nimbo, inciso a mano libera, presenta il tipico motivo riminese dei racemi che risaltano su un fondo tratteggiato. Nei bracci della croce iscritta al suo interno sono visibili tracce di finte pietre di colore blu e rosso rubino dentro losanghe e piccoli cerchi, racchiuse da dorature a missione su fondo arancio.
A sinistra si vede l'attacco del braccio destro di proporzioni alquanto esili e la decorazione della stoffa stesa lungo il fusto verticale della croce, con motivi blu e rossi sgraffiti sul fondo oro.
La testa di Cristo mostra la caratteristica tendenza alla geometrizzazione dei tratti somatici propria di Giuliano: il volto è realizzato per larghi piani, gli occhi sono lunghi e sottili. Le labbra schiuse lasciano chiaramente vedere i denti dell'arcata superiore. Questo dettaglio, comune anche alla croce di Sassoferrato, sembra essere stato desunto dal pittore riminese dal crocefisso di Giotto in Santa Maria Novella.
L'opera è caricata di un forte accento patetico diffuso in modo precipuo nel secondo momento della scuola riminese.

La piccola tavola fu acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini presso la galleria d'Arte “G. Sarti” di Parigi nel giugno del 2002.
Gli studiosi hanno individuato in essa il frammento della Testa di Cristo ritagliato da una croce di medie dimensioni realizzata all'inizio del Trecento.
Il confronto diretto con la croce monumentale della chiesa di S. Francesco a Sassoferrato ha indotto Andrea de Marchi ad attribuire l'opera in esame al pittore Giuliano da Rimini (A De Marchi, Una nuova tavola di Giuliano da Rimini, in “L'Arco”, 2003, primo quadrimestre, pp. 16-23).

Bibliografia Pasini P.G.
Guida del Museo della Città
2013
p. 32

Bibliografia Ferrara D. (a cura di)
Giovanni Baronzio e la pittura a Rimini nel Trecento
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
2008
pp. 104-105

Bibliografia Gentili G./ Marchi A. (a cura di)
Arte Mare, Dalmazia, Titano e Montefeltro dal primo Cristianesimo al Rinascimento
2007
pp. 111-112

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