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P_848_C_1479_1
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busto di paggio

P_848_C_1479_1
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Piazza Maggiore, 6 – Bologna (BO)

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
62(d)
sec. XVII (1685 – 1690)

n. P848

Il tondo in esame (assieme al suo pendant raffigurante Fanciulla con gioielli) rientra nel genere delle "teste di carattere": non veri e propri ritratti, ma esercitazioni libere sui tipi umani. Il Burrini si dedicò con una certa assiduità a questa produzione che, essendo considerata minore, spesso viene trascurata dalle fonti documentarie.
La tavolozza è pastosa e densa, prevalgono i toni bruni e improvvise lumeggiature, l’esecuzione è a tocchi rapidi di pennello: modi poco consueti a Bologna, mutuati dalle esperienze veneziane dell'artista. La tendenza ad una pittura fluida e rapida si accentua dopo l'incontro con Sebastiano Ricci, avvenuto proprio in quegli anni in casa Ranuzzi a Bologna.
E. Riccomini (2006) li ritiene "tra le cose più briose e spumeggianti del Burrini" e propone una cronologia intorno al 1685-1690, per la vicinanza stilistica proprio con le opere eseguite per Annibale Ranuzzi, tra le quali Susanna e i vecchioni (oggi alla Pinacoteca Nazionale) e i ritratti degli antenati della famiglia.

Bibliografia Riccomini E.
Giovanni Antonio Burrini
Ozzano Emilia
1999
pp. 188-189, n. 26, tav. 41

Bibliografia Bernardini C. (a cura di)
Gaetano Gandolfi, Giovanni Antonio Burrini: la donazione di Tristano Giorgio Agostini alle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna
Ferrara
Edisai
2006
pp. 19-21, 25-27

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