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Francesco Hayez, Ruth (sec. XIX)
Francesco Hayez, Ruth (sec. XIX)
Donato Creti, Mercurio e Paride (1745)
Donato Creti, Mercurio e Paride (1745)
Galleria Vidoniana
Galleria Vidoniana
Facciata Palazzo d'Accursio
Facciata Palazzo d'Accursio
Amico Aspertini, Madonna del latte (primo quarto sec. XVI)
Amico Aspertini, Madonna del latte (primo quarto sec. XVI)
Vitale da Bologna, San Pietro e un pellegrino (1345 ca.)
Vitale da Bologna, San Pietro e un pellegrino (1345 ca.)

Bologna

Musei Civici d'Arte Antica: Collezioni Comunali d'Arte

Francesco Hayez, Ruth (sec. XIX)
Francesco Hayez, Ruth (sec. XIX)
Donato Creti, Mercurio e Paride (1745)
Donato Creti, Mercurio e Paride (1745)
Galleria Vidoniana
Galleria Vidoniana
Facciata Palazzo d'Accursio
Facciata Palazzo d'Accursio
Amico Aspertini, Madonna del latte (primo quarto sec. XVI)
Amico Aspertini, Madonna del latte (primo quarto sec. XVI)
Vitale da Bologna, San Pietro e un pellegrino (1345 ca.)
Vitale da Bologna, San Pietro e un pellegrino (1345 ca.)
Piazza Maggiore, 6 – Bologna (BO)
Tel. 051 219 399 8
Email: museiarteantica@comune.bologna.it

La galleria, istituita nel 1936, è ospitata nelle sale di palazzo d'Accursio abitate fino al 1859 dal legato pontificio. Responsabile dell'allestimento fu Guido Zucchini, ingegnere e storico dell'arte che un anno prima aveva organizzato in quegli spazi la mostra dedicata al settecento bolognese (1935), destinata anche a promuovere l'uso museografico dell'appartamento del legato. Il gusto per la ricostruzione d'ambiente prevale infatti nell'ordinamento espositivo, dove ha trovato sistemazione un ricco patrimonio di opere pervenute al comune in età postunitaria (eredità Palagi, 1860; Baruzzi, 1878) e nei primi decenni del '900 (lasciti Pepoli, Pizzardi, Rusconi), oltre agli arredi settecenteschi già conservati in palazzo d'Accursio.

E' possibile ammirare il gruppo dei diciotto dipinti di Donato Creti regalati al senato nel 1744 (Storie di Achille, Virtù), accorpati nella Galleria Vidoniana affrescata da Mengazzino e Caccioli nel 1665. Sono più di duecento le opere esposte nelle venti sale delle Collezioni (fra le quali la Sala Farnese, la Sala degli Stemmi, la Sala Verdela Sala II con dipinti dei Gandolfi) dove, oltre a dipinti di ambito nazionale – di Signorelli, Tintoretto, Artemisia Gentileschi, Nuvolone, Pietro Longhi – la produzione figurativa emiliana prevale con Vitale da Bologna, Lippo di Dalmasio, Jacopo di Paolo, Francesco Francia (Crocefissione), Ludovico Carracci, Cittadini, Cagnacci, Giuseppe Maria Crespi (Ritratto Lambertini), Ubaldo e Gaetano Gandolfi (Andromeda e Perseo). Alle arti decorative tra Cinque e Settecento sono dedicate le sale Rusconi, che si concludono con la celebre stanza paese di Valliani e Martinelli (inizi sec.XIX); una sala documenta Palagi artista e collezionista.La sezione del XIX secolo espone opere di Hayez (Ruth), Fantuzzi, Serra, Mancini, Faccioli. Di scena nella terza sala la cultura di Alfonso Rubbiani, rappresentata da progetti di restauro e ricami Aemilia Ars. Di rilevante importanza e bellezza la Cappella Farnese con affreschi di Prospero Fontana (Storie della Vergine). Fra gli arredi il celebre Cassone Bentivoglio e gli Automi dell'Orologio.

Pubblicazioni e cataloghi Musei Civici d'Arte Antica: Collezioni Comunali d'Arte, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 4.

Pubblicazioni e cataloghi Collezioni Comunali d'Arte, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di) Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 24.

Pubblicazioni e cataloghi Bernardini C. (a cura di), Collezioni Comunali d'Arte di Bologna, Ferrara, Edisai, 2002.

Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Collezioni Comunali d’Arte, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 87, n. 8.

Pubblicazioni e cataloghi Bernardini C., Per una storia dell’Appartamento del Legato, sede delle Collezioni Comunali d’Arte. Una ricerca in una prospettiva museografica, in «Schede Umanistiche », III, 1999.

Pubblicazioni e cataloghi Collezioni Comunali d'Arte, L'appartamento del Legato in Palazzo d'Accursio, 1989

Pubblicazioni e cataloghi Zucchini G., Catalogo delle collezioni comunali d'arte di Bologna: palazzo del Comune, 2. piano, Bologna, [s.n.], 1938.

Storia dell’edificio Il nucleo più antico, sull'estrema sinistra, è costituito dal cosiddetto Palazzo della Biada o d'Accursio, celebre commentatore del diritto romano, la cui dimora fu acquisita dal Comune nel 1293 ed utilizzata inizialmente come granaio. Nel 1336 divenne residenza degli Anziani, la massima magistratura di Governo del Comune, da allora è la sede del governo della città. Rinnovato e ampliato nella prima metà del Quattrocento con l'intervento dell'architetto Fioravante Fioravanti, fu poi arricchito di un orologio nella torre d'Accursio e, secondo esempi diffusi nel centro Europa, di un carosello con automi in legno (Madonna con Bambino e corteo dei Magi) rimossi nel 1796. La sempre più forte presenza del potere papale nella città, già evocata dalla statua in lamina di rame di Bonifacio VIII (1301) collocata sulla facciata, sopra la ringhiera degli Anziani, promosse consistenti revisioni architettoniche soprattutto a partire dal 1506, con l'arrivo di Papa Giulio II, all'epoca della caduta della signoria dei Bentivoglio. Si fa risalire a quest'epoca il progetto delle due rampe della grande cordonata che conduce al secondo piano (terminata alla fine del Cinquecento), attribuito al Bramante. La facciata, dove è tuttora collocata la Madonna con Bambino di Niccolò dell'Arca (1478) già dorata e policroma, e dove restò per pochi anni un'immagine di Giulio II (distrutta nel 1511 all'epoca di un tentativo di rientro dei Bentivoglio nella città), fu arricchita a metà Cinquecento col bel portale di Galeazzo Alessi, sopra il quale nel 1580 fu posta la grande statua in bronzo di papa Gregorio XIII (pontefice della bolognese famiglia Boncompagni), dovuta allo scultore Alessandro Menganti. Gli ambienti monumentali all'interno conservano memoria di momenti storici e vicende politiche della città. Al primo piano vi è una seconda galleria, adibita oggi a Sala del Consiglio Comunale, la cui volta fu affrescata fra il 1675 e il 1677 da Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli per il Senato Bolognese, con quadrature architettoniche e allegorie che alludono alla ricchezza, alla fama, alle arti e alla cultura della città. Al secondo piano affaccia sulla grande Sala Farnese la Cappella del Legato, in cui nel 1530 si tenne una solenne cerimonia per l'incoronazione dell'imperatore Carlo V. Nella cappella sono ancora visibili affreschi con Storie della vita della Vergine, eseguiti da Prospero Fontana (1562) durante la legazione di Carlo Borromeo sotto il pontificato di Pio IV, che rappresentano uno dei testi più importanti della pittura bolognese fra Maniera e Controriforma. La decorazione della Sala Farnese, eseguita intorno al 1660 da un gruppo di artisti di una generazione successiva a quella di Francesco Albani, loro maestro (fra cui Carlo Cignani e Lorenzo Pasinelli), ripercorre i momenti salienti della presenza della Chiesa e del potere pontificio nella città, attraverso la rappresentazione di episodi che vanno dal Medio Evo al Seicento. Dalla sala si accede alle Collezioni Comunali d'Arte, fondate nel 1936 e al Museo Morandi, inaugurato nel 1993.

Dove si trova

Piazza Maggiore, 6
Bologna (BO)
PatER