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5742_Gentilini
5742_Gentilini

figura seduta

5742_Gentilini
5742_Gentilini
Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Gentilini Franco

1909/ 1981

scultura

terracotta dipinta
cm
44(a) 22(la) 16.5(p)
sec. XX (1969 – 1969)

n. 5742

Risale agli anni Cinquanta la compiuta elaborazione del linguaggio originale di Franco Gentilini.
Ripercorrendo le tappe salienti del suo percorso artistico, in primo luogo emerge l'ispirazione dagli impressionisti, da Spadini e soprattutto dalle soluzioni di Giovanni Romagnoli, suo maestro all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Lo stile gradualmente si definisce a contatto delle novità esperite a Parigi ma importante è anche il rapporto instaurato con Leo Longanesi e con il circolo letterario riunito nella celebre Terza Saletta del Caffè Aragno a Roma. Negli anni Trenta “si incanala nella scia del novecento più conciliante e meno eversivo” (Augusta Monferini, “Formazione e sviluppi di Franco Gentilini dal 1928 al 1950”, in Dante Bernini et al., “Franco Gentilini 1909 – 1981”, cat. della mostra (Roma, Palazzo Venezia, 21 dicembre 1985 – 14 febbraio 1986), Arnoldo Mondadori/ De Luca Editore, Milano/ Roma 1985, p. 21).
Il lavoro di Gentilini si caratterizza generalmente per l’essenzialità del tratto e per il cromatismo povero, formalizzati attraverso una tecnica in continua evoluzione che prevede il connubio tra pittura e disegno sopra un fondo materico preparato con sabbia di fiume.
Le immagini che ricorrono nella sua opera sono le cattedrali, i battisteri, i muri di città, le piazze e le strade dalle prospettive irregolari, animate da saltimbanchi, da suonatori, da animali, da enigmatiche e ironiche figure come questa terracotta dipinta (la plastica è una tecnica non particolarmente frequentata dall’artista ma intimamente contestuale alle versioni pittoriche).
Dopo il 1947 e dopo il secondo viaggio a Parigi, il mondo poetico è dunque sostanzialmente tracciato: “Un ripensamento di De Chirico e di Campigli, un contatto, forse, con Tozzi, un confronto con Picasso. Con nuove corde al suo arco, e come riassumendo e trascendendo tutte le sue precedenti esperienze, Gentilini conierà la sigla pittorica delle sue cattedrali e delle sue figure femminili: strane creature immaginarie, manichini giganteschi ma umanizzati da luci morbide e chiaroscuri delicati, figure magistralmente sospese in un racconto sognante” (ivi, p. 23).
Delibera di Giunta Municipale del 5 maggio 1978 (verb. n. 1 prot. gen.le n. 9556), di accettazione di donazione da parte dell'artista (copia in Archivio GAMC).

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: 6/6 Gentilini 69

Altre opere in Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea: Museo Filippo de Pisis (481)
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