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Inv_2822_San_Bernardino
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San Bernardino

Inv_2822_San_Bernardino
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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

ambito senese

scultura

legno/ doratura/ pittura/ stuccatura
cm
28(la) 146(lu)
sec. XV (1450 – 1450)

n. 2822

La bella scultura lignea policroma, realizzata ad altorilievo, raffigura un Francescano giacente col capo posato su un cuscino, le mani incrociate sul grembo e il corpo lievemente reclinato verso destra. Indossa una lunga tonaca minoritica con cappuccio, cordone e alti zoccoli tipici dei francescani del Quattrocento. Tutta la tonaca è completamente ornata da sottili strisce dorate. (P. Cova 2008)

La bellissima scultura in legno policromo ad altorilievo venne riferita dal Weinberger (1930) alla bottega di Niccolò dell'Arca. Succesivamente Cesare Gnudi (1942) ne sottolineò il gusto spiccatamente senese, indicandola come un tardo derivato dell'ultima attività di Jacopo della Quercia. Nel 1966 invece Anna Maria Matteucci (1966) evidenziò la sottile discontinuità con la sfera delle opere quercesche, mentre Renzo Grandi (1987) ne attribuì la paternità al senese Antonio Federighi. Massimo Ferretti (1999), riprendendo le osservazioni di Matteucci, riteneva poco verosimile l'inserimento del rilievo ligneo all'interno della cerchia quercesca, mentre ne evidenziava un gusto lombardo della policromia, che potrebbe spingere la datazione dell'opera "fin verso il primissimo Cinquecento". […] A tutt'oggi appare difficile attribuire chiaramente il rilievo ligneo ad una personalità artistica. Le influenze palesate dalle attribuzioni precedenti sono ancora pienamente condivisibili, un gusto spiccatamente senese, che sembra saldarsi ad alcuni raggiungimenti della plastica padana permea il legno policromo, mentre chiara risulta la declinazione in un linguaggio realistico vivamente rinascimentale di alcune reminiscenze tardogotiche.
Anche la datazione appare difficile: se la data 1450 può fornire un agile post quem, non si può negare che il senso naturalistico nella trattazione anatomica, la cura verista dell'abbigliamento e l'ansia cromatica della veste, raffinata e preziosissima, potrebbero orientare la cronologia ad un momento già prossimo all'ultimo quarto del Quattrocento. (P. Cova 2008)

Bibliografia Introduzione Museo
Introduzione al Museo Civico Medievale, Palazzo Ghisilardi-Fava
Bologna
1987
pp. 60-62

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