Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

Inv_1662_Giovanni_d_Andrea
Inv_1662_Giovanni_d_Andrea

defunto rappresentato giacente sul coperchio dell’arca, in cattedra, tra due ali di studenti

Inv_1662_Giovanni_d_Andrea
Inv_1662_Giovanni_d_Andrea
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

Scultore bolognese

monumento funebre

pietra arenaria/ scultura
cm
228(a) 83(p) 225(lu)
sec. XIV (1348 – 1348)

n. 1662

Monumento sepolcrale di Giovanni di Andrea, morto nel 1348. Successivamente ha ospitato le spoglie di Giovanni Calderini, morto nel 1365 e di Gaspare Calderini, morto nel 1399, tutti lettori di diritto nello studio bolognese. Il defunto, presumibilmente Giovanni di Andrea, è rappresentato giacente sul coperchio dell’arca ed in cattedra, tra due ali di studenti, sulla parte frontale. L’arca è sorretta da due leoni che tengono rispettivamente fra le zampe un fanciullo ed un cane, e poggia su un grande ripiano sagomato e due mensole scolpite. 

Tra le arche meglio conservate nella propria interezza si distingue quella di Giovanni d’Andrea, celebre giurista, morto durante la grande peste del 1348. L’opera era originariamente collocata nel transetto sinistro della chiesa bolognese di San Domenico, posizione di particolare prestigio, solitamente riservata a signori, sovrani o alti prelati. L’opera attribuita ne "Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori" di Giorgio Vasari allo scultore veneto Jacopo Lanfrani si caratterizza per l’affinità con la pittura locale coeva, dotata di una forte espressività e movimento, grazie all’uso delle linee oblique ben visibili nelle formelle con gli studenti.

Bibliografia Introduzione al Museo Civico Medievale. Palazzo Ghislardi-Fava
Bologna
pubblicazione del Comune di Bologna
1987
pp. 48-52

Bibliografia Grandi R.
I monumenti dei dottori e la scultura a Bologna (1267-1348)
Bologna
1982
pp. 163-167

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: Sulla prima lapide sottostante si legge: HIC IACET ANDREE NOTISSIMUS ORBE IOANNES / PRIMO QUI SE. XTI CLEMENTIS ATQUE NOVELLAS / JERONIMI LAUDES SPECULIQUE IURA PERGIT / RABI DOPCTO – 1501, tra due stemmi cancellati, si legge: DEO TRINO ET UNI / SEPULCRUM VETUSTATE CORRUPTUM / JOANNI ANDREAE IURECONSULTIS / PRINCIPI ATTAVO AC / JOANNI ABAVO ET GASPARI AVO / CALDERINIS IURECONSULTIS / ET RARISSIMIS VIRIS B. M. /POSITUM / CALDERINUS IACO IURICONSULTUS

PatER