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678
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Il Foro romano

678
678
Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Funi Achille

1890/ 1972

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
62(a) 70(la)
con cornice 97 x 89 x 7.5 cm
sec. XX (1930 – 1930)

n. 678

Felice esito pittorico dell'esperienza diretta dei grandiosi resti antichi. A partire dall'anno 1927, le frequenti visite a Roma, come a Napoli e Pompei, consentirono a Funi di vivere in prima persona la forte suggestione trasmessa dalle vestigia della civiltà imperiale.
Roma antica gli offre la possibilità di sperimentare la veduta "en plein air", combinandola con il realismo lirico di Carrà e Derain. La tela restituisce così, grazie ad una geometrica disposizione delle architetture e ad un cromatismo ricco e intriso di luce fredda, "il filtro di una visione nostalgica eppure attuale, che prende corpo attraverso una stesura pittorica abbreviata fatta di segni nervosi, tocchi materici e pennellate sfrangiate" (Vorrasi in Da Boldini a De Pisis, p. 86).
Le vedute di Funi furono notate da Margarita Sarfatti e il commento positivo per queste "trasfigurazioni classiche" accompagnò la presentazione di "Foro romano", di "Paesaggio (Ica d'Abbazia)" e di altri sette dipinti alla prima Quadriennale romana del 1931.
Per accrescere le proprie raccolte di artisti contemporanei il Comune di Ferrara acquistò le due suddette opere, anche per l’allineamento di Funi alle esigenze rappresentative del regime (ASCFe, Delibere del Podestà, 14 aprile 1931, pp. 343-345, cfr. Vorrasi, ibidem).

Bibliografia Negri A./ Birolli Z.
Achille Funi
Cento
SIACA Arti Grafiche
1976
pp. non num.

Bibliografia Da Boldini a De Pisis. Firenze accoglie i capolavori di Ferrara
Ferrara
Ferrara Arte
2013
pp. 82, 86

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: A. Funi 1930

Altre opere in Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea: Museo Filippo de Pisis (481)
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