
1857/ 1950
1884/ 1954
notizie 1910-1940
1887/ 1941
medagliere
n. Sala VIII (Prima Guerra Mondiale), n. 177
n. Sala Guerra 15-18, n.5
In un'unica cornice diploma e tre medaglie. Il diploma (542a), a stampa con aggiunte scritte a mano, è datato "19 gennaio 1918". L'incisione occupa tutta la superficie del certificato e rappresenta una figura femminile panneggiata all'antica e con corona turrita (personificazione dell'Italia), intenta a scrivere, sotto la stella beneaugurante dell'Italia, su tavole poste su un altare e sorrette da un putto alato; ai lati sono incise su lapidi due citazioni tratte da Foscolo e Virgilio. Al di sotto dell'iscrizione con il nome del premiato e la motivazione, sono collocati due trofei d'armi (sotto quello di sinistra è visibile la firma dell'autore dell'immagine, Ludovico Pogliaghi) tra i quali è posto un ramo di alloro e la firma del re. In basso, fuori dalla cornice a stampa, sono presenti, a destra, la firma del disegnatore e, a sinistra, l'indicazione dell'Editore (Alfieri & Lacroix). Un timbro a secco del Ministero della Guerra è impresso in basso a sinistra.
In alto a sinistra è fissata con del filo bianco una medaglia bronzea (542b), completa di nastrino di seta di color grigio, attraversato da un sottile tricolore. Essa mostra al diritto una Vittoria alata con la fiaccola della Libertà in mano, che si erge su un carro trionfale trainato da quattro leoni aggiogati con festoni di foglie d’alloro (rappresentazione simbolica dei quattro stati vinti: Germania, Austria, Ungheria, Turchia).
In alto al centro è appuntata invece con un chiodo una piccola medaglia bronzea (542c), completa di nastrino tricolore. Essa mostra al diritto una testa maschile rivolta verso sinistra e circondata dalla scritta "VITTORIO EMANUELE III RE D'ITALIA"; in basso a sinistra è presente l'indicazione dell'incisore (Mario Nelli), mentre a destra quella del modellista (Carlo Rivalta).
In alto a destra è fermata con del filo bianco una croce bronzea (542d), completa di nastrino azzurro e bianco, che mostra al rovescio una stella a cinque punte raggiante sulle braccia della croce.
Diploma e medaglie conferite al calzolaio Giuseppe Fantini. Nato a Forlì il 21 gennaio del 1887, partecipò come soldato semplice alla Prima Guerra Mondiale nel 118° Reggimento Fanteria e risultò disperso in combattimento sul Carso (Quota 238) il 23 maggio del 1917.
L'incisione del diploma (542a), che fu istituito il 19 gennaio 1918 con il Regio Decreto n. 206, è opera del pittore, scultore e scenografo Ludovico Pogliaghi (Milano, 7 gennaio 1857 – Sacro Monte di Varese, 30 giugno 1950). Nato a Milano, Pogliaghi frequentò l’Accademia di Brera dove ebbe come professore Giuseppe Bertini che lo introdusse nel campo delle prime commissioni pubbliche (es. cantieri di restauro del Museo Poldi Pezzoli e decorazione di Palazzo Turati). Sue opere giovanili furono anche pubblicate su “L’illustrazione italiana”, nota rivista illustrata di attualità e cultura fondata a Milano nel 1873 da Emilio Treves; l'artista iniziò così una proficua collaborazione con l'editore Treves che sfociò nel colossale progetto de “La Storia d’Italia”, per il quale ideò centinaia di tavole a olio, tradotte in seguito in grafiche xilografiche. Oltre al campo della pittura, della scultura e dell’architettura, il giovane artista milanese approfondì e perfezionò nel corso della sua lunga vita anche la propria abilità e propensione nel campo orafo, ottenendo da subito lodi e onori in veste di raffinato cesellatore.
L'onorificienza di sinistra (542b) è la "Medaglia Interalleata della Vittoria", definita anche "Medaglia della vittoria commemorativa della grande guerra per la civiltà". Al rovescio essa mostra un tripode sormontato da due colombe che volano in direzioni opposte portando nel becco un ramoscello d’olivo, mentra ai lati si leggono le date "MCMXIV/MCMXVIII"; nel giro reca la scritta "GRANDE GVERRA PER LA CIVILTA’", mentre in basso la dedica "AI COMBATTENTI DELLE NAZIONI / ALLEATE ED ASSOCIATE". La medaglia fu coniata dai Paesi vincitori della Grande Guerra, istituita il 16 dicembre 1920 (Regio Decreto n° 1918) e conferita a tutti coloro che avevano partecipato per almeno 4 mesi agli scontri della Prima guerra mondiale e a coloro che avevano ottenuto il distintivo delle fatiche di guerra. La medaglia continuò ad essere conferita fino al 1946 e cessò solo con la fine della monarchia italiana. Per la sua realizzazione fu indetto un concorso pubblico che venne vinto dallo scultore Gaetano Orsolini (Montegiorgio, 1884 – Torino, 1954), mentre per quanto riguarda la coniazione se ne occuparono tre diversi stabilimenti milanesi, F.M.Lorioli & Castelli, S. Johnson e Sacchini (per quanto riguarda l'oggetto in esame, non è stato possibile individuare attraverso il vetro protettivo l'indicazione del coniatore). Stranamente la medaglia non presenta il suo nastrino (color arcobaleno), ma quello che abitualmente è associato alla "Medaglia per la Gratitudine nazionale alle Madri dei Caduti".
L'onorificenza centrale (542c) è la "Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia". Terminata la Prima guerra mondiale con la conquista del Trentino e di Trieste, Vittorio Emanuele III considerò finalmente compiuta la riunificazione della penisola sotto il Regno d'Italia. Il sovrano decise quindi di "rifondare" la medaglia che era stata già istituita, per celebrare quanti avevano preso parte alle battaglie risorgimentali, nel 1865 da Vittorio Emanuele II e rinnovata da Umberto I nel 1883 (“Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza").
Il 19 gennaio 1922 venne quindi creata con il Regio Decreto n. 1229 la "Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia", che venne concessa a tutti i combattenti ai quali era stata già conferita la “Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 per il compimento dell’Unità d’Italia “ (istituita con Regio Decreto n.1241 del 20 luglio del 1920). La nuova medaglia riprendeva soprattutto la medaglia conferita da Umberto I nel 1883: cambiava soltanto l'effigie del re, l'epigrafe apposta sul rovescio e il metallo (si passava dall’argento al bronzo). Sul rovescio l’onorificenza mostrava al centro la scritta "Unità d'Italia 1848-1918" entro una corona di alloro e quercia, legata in basso da un nodo a doppia voluta. Come dimostrano le firme apposte sul diritto dell'oggetto in esame, la medaglia fu disegnata da Carlo Rivalta (1887-1941) e incisa da Mario Nelli (notizie 1910-1940).
L'onorificenza di destra (542d) è la "Croce al merito di guerra", istituita dal re Vittorio Emanuele III il 19 gennaio 1918 (Regio decreto n. 205) e conferita alla quasi totalità dei combattenti della Prima Guerra Mondiale, in segno di riconoscimento per l'eroico servizio prestato durante conflitto. Essa reca al diritto, in posizione centrale, la scritta "MERITO DI GVERRA", sovrastata nel braccio superiore dal monogramma coronato di Vittorio Emanuele III ("VEIII"), mentre nel braccio inferiore appare il gladio romano invaso da foglie. La croce conobbe però due versioni, una concessa dal Regno d'Italia e una dalla Repubblica Italiana, che differiscono proprio nel recto: nel 1949, infatti, il diritto fu modificato con la sostituzione del monogramma di Vittorio Emanuele III con la sigla "RI", Repubblica Italiana.
Tipologia: timbro a secco
Identificazione: Ministero della Guerra
Posizione: fronte, in basso a sinistra
Descrizione: Timbro impresso a secco di forma rotonda che riporta, nel giro, l'indicazione "MINISTERO DELLA GUERRA" e, al centro, l'immagine dello scudo crociato sabaudo sormontato da corona e sovrapposto al collare del Supremo Ordine della SS. Annunziata e a due paia di bandiere incrociate.